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A PROSECCO IL NUOVO POLO DEL FREDDO:E LA SDAG?

Un polo del freddo a Prosecco: lo ha ipotizzato il plenipotenziario del porto di Trieste D'Agostino all'importante Fiera della logistica di Berlino. E noi di gorizia3.0 ci poniamo qualche domanda. Se il progetto illustrato a Berlino risultasse effettivamente attuabile (si prospetta realizzabile entro due anni e mezzo), la specialità territoriale del polo del freddo di Gorizia andrebbe inevitabilmente perduta.

Speriamo quindi che nella trattativa con l'ente triestino, in un'ottica di sistema logistico regionale, Gorizia trovi il modo di trovare un accordo che possa aumentare i traffici anche qui. Sono troppe le volte in cui si parla delle nostre infrastrutture specifiche senza un effettivo piano economico. Il compito, certamente non facile, spetta ora all'amministratore Grendene e, in parte, all'assessore alle società partecipate che, in quanto tale, ha il compito di vigilare sulla corretta gestione delle suddette società. Ci sarà un modo per veder finalmente fiorire la SDAG e riportare lavoro a Gorizia?

La Sdag, di proprietà del Comune di Gorizia, è specializzata nel settore del fresco e del freddo, anche se i maggiori profitti derivano al momento ancora dai 550 stalli per camion e (fino al 2019) dalla vendita dei bollini autostradali sloveni - che ora sono diventati elettronici. E questo è il più grande paradosso su cui il management del terminal deve soffermarsi; non è possibile infatti che la piattaforma logistica intermodale si estenda su una superficie di 600mila metri quadrati di cui nello specifico 43mila di aree coperte e 260mila di aree attrezzate, 20mila di terminal intermodale e 33mila di magazzini refrigerati e veda la maggior parte dei suoi ricavi dall'area stalli, dai bollini autostradali, e dall'affitto di locali per svuotare le vecchie soffitte goriziane. C'è qualcosa che non funziona.

Qualche notizia per capire la nostra preoccupazione: è notizia recente che l'Autoporto di Gorizia (SDAG) sia ufficialmente diventato Interporto con la firma di un accordo che prevede la realizzazione di una struttura di manutenzione ferroviaria all'interno del terminal. In seguito a questo primo accordo, Gorizia ospiterà infatti una sede operativa per la manutenzione dei mezzi ferroviari negli spazi legati al terminal intermodale. La gestione tecnica e amministrativa sarà assicurata da Adriafer, la società di manovra del porto di Trieste, che da tempo si occupa anche di servizi di linea.

Si tratta di un'operazione da diversi milioni di euro che metterà a disposizione dei convogli ferroviari una struttura di importanza strategica. A fare da partner fondamentale dell'operazione sarà VTG Rail Europe GmbH (società tedesca maggior detentrice di carri ferroviari a livello europeo), che nelle prossime settimane esaminerà anche altre forme di collaborazione con l'Autorità portuale dell'Adriatico orientale. Insomma, la partnership commerciale tra Italia e Centro Europa sta gradualmente prendendo forma.

Plaudiamo al rinnovato interesse di Adriafer per Gorizia, ma vorremmo vedere qualcosa di più. A questo proposito, non dimentichiamo che Gorizia è ancora all'avanguardia per quanto riguarda lo stoccaggio del freddo (6.000 metri quadrati), una specializzazione, su cui si punta molto, viste anche le nuove richieste che arrivano dalla Slovenia. Ma anche Trieste è orientata in tal senso. La questione è che si vuole investire a Prosecco e non potenziare Gorizia. Infatti, secondo Zeno d'Agostino, l'Authority farebbe da garante nell'attrarre investimenti privati per questo importante progetto di espansione sul Carso triestino.

Martin Novak - Gorizia3.0


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