Proposta di valorizzazione


Descrizione del "Programma di Valorizzazione del colle" - linee progettuali preliminari

di Lino Visintin


1. Premessa - Lino Visintin

Il colle del Calvario è per il territorio comunale di Gorizia uno dei luoghi di più elevato interesse paesaggistico-ambientale per il rilievo che si erge ad ovest della città, oltre l'alveo del fiume Isonzo, quasi ad essere il primo caposaldo del comprensorio collinare del Collio. Lungo i suoi versanti e sul crinale si trovano, infatti, ampie aree boscate con presenze floro-avi-faunistiche singolari, intervallate da ronchi, brolli e vigneti che evidenziano una presenza antropica che da sempre ne ha delineato i connotati, modellando la sua morfo-

logia con le coltivazioni e con gli abitati umani.

Uno degli aspetti orografici più evidenti è l'ambito cosiddetto "Naso di Lucinico", una sorta di promontorio che si spinge come una prua di una nave, a picco sulla piana circo- stante, proprio in corrispondenza del casello ferroviario della linea Trieste-Udine che passa sotto, dopo aver attraversato, a sud, Gorizia e il suo fiume.

Per la sua conformazione, il rilievo collinare si è naturalmente presentato, nel corso dei secoli, come un luogo vocato alla difesa delle popolazioni e quale punto strategico per l'osservazione dei territori dell'intorno.

Si hanno testimonianze di insediamenti protostorici, del periodo romano (forse una torre di avvistamento lungo la via Julia Emona), del periodo medievale e dell'età moderna. Diversi studi, in proposito, sono stati condotti in passato da studiosi locali e, recentemente, è stato portato a termine un cospicuo lavoro di approfondimento 1. Quanto qui delineato si sviluppa in diverse aree del colle e l'insieme di questi ambiti è collegato da un sistema di percorsi che nel corso dei secoli si è ramificato dalle direttrici principali fino a penetrare all'interno dei siti più reconditi e in anfratti racchiusi da gole. Questo sistema, insediativo e produttivo-agricolo, di percorrenze e di connessioni è stato stravolto dalle azioni belliche del primo conflitto mondiale, dove qui si sono svolte le battaglie tra le più 

aspre e sanguinose che hanno portato, poi, alla presa di Gorizia. Per ricordare l'immane sacrificio è stata costituita sulla sommità un'area monumentale che oggi però si trova in uno stato di degrado ed abbandono. Proprio per rievocare la memoria storica, per evidenziare i valori che essa racchiude, sorge ora la volontà (e la necessità) di recuperare questi luoghi. 

Si vuole partire dall'analisi degli aspetti storico-culturali, geomorfologici, paesaggisti- ci e antropologici per definire le linee giuda di un programma volto alla valorizzazione dei posti. Sorge, in questo contesto, la necessità di riconnettere, riscoprendo le antiche percorrenze, piste, tratturi e sentieri, i siti della memoria ed i ricchi ambiti naturalistici e ambientali di cui è costellato il colle. Così, terminato il tempo delle battaglie e degli scontri cruenti tra eserciti contrapposti, giunge il momento di riscoprire questi spazi, coinvolgendo la comunità locale in una ampia operazione di recupero dell'ambiente, dove evidenziare le tracce lasciate dai fatti e dalle azioni storiche che qui si sono svolte. Questo è l'intento che ha portato alle ricognizioni puntuali alla ricerca dei segni e dei lacerti di manufatti lapidei rimasti in superficie, sopravvissuti alle distruzioni e agli eventi. Il preciso studio della storia e degli avvenimenti, l'analisi delle preesistenze hanno portato ad un'attenzione mirata per l'archeologia di un'area specifica, stabilendo i riscontri con quanto reperito nei documenti e nelle cartografie. Un lavoro piuttosto complesso, ora da sistematizzare, considerata la frammentazione degli elementi sconvolti e stravolti dalla guerra (si veda la documentazione fotografica allegata nella parte finale della relazione di analisi storica).

L'approfondimento della ricerca archeologica, condotta dalla Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia, limitata ad un ambito ristretto a causa dell'esiguità dei fondi a disposizione, risulta essere parzialmente esaustiva non rispondendo appieno alle ipotesi formulate con una prima osservazione superficiale.


Il Podgora desolatamente spoglio in un’immagine aerea scattata nel corso della prima guerra mondiale.
Il Podgora desolatamente spoglio in un’immagine aerea scattata nel corso della prima guerra mondiale.

2. I contesti tematici

La zona di interesse peculiare si trova sulla sommità del Colle dove si presentano dei contesti tematici relativi a:

  • l'area monumentale (A) con i tre monumenti principali, dell'Obelisco della Memoria, del Monumento ai volontari Giuliani e Dalmati e del Monumento delle Tre Croci (più scostata in direzione nord-est, lungo la strada che conduce al Vallone delle Acque, si trova la tomba del volontario triestino Scipio Slataper);
  • l'area archeologica e naturalistica (B), individuata in due ambiti, quello circostante ai resti della chiesetta di San Pietro e quello superiore dei resti della chiesetta della Santissima Trinità (disposti in cima ad un cucuzzolo naturale circondato da due strade).

Nell'immediato intorno del primo ambito archeologico sono stati rinvenuti tratti murari non sempre facilmente riconducibili a manufatti precisi o a eventuali edificazioni civili, militari o religiose risalenti a epoche diverse o sovrapposte uno sull'altro. L'identificazione risulta essere molto difficoltosa per le sconnessioni provocate dalle granate e proiettili di ogni tipo, qui scaricati durante le azioni dell'accerchiamento del colle nella prima guerra mondiale.

Qui si prevedono una serie di interventi atti a sviluppare la permeabilità delle aree evidenziate, ora difficilmente praticabili, favorendo così una loro maggiore fruizione. Viene disposto il ripristino e la messa in sicurezza dei sentieri e dei percorsi storici principali, i cui tracciati sono ormai

irriconoscibili, per gli sconvolgimenti della guerra, per l'abbandono, per l'invasione degli arbusti e dei roveti del sottobosco che ne sono conseguiti ed anche per la mancanza dei presidi che un tempo erano presenti in quella zona. Si deve evidenziare poi come nella zona ci sia una situazione idrogeologica parecchio instabile, per cui si osservano numerosi smottamenti, frane, crolli di muri di contenimento di terrazzamenti con sconnessioni di ogni tipo. 

Tutte queste situazioni richiedono urgenti interventi di riqualificazione e riordino di questi brani di territorio, i quali per troppo tempo sono rimasti abbandonati e privi di qualsiasi opera manutentiva, situazione questa che ne ha accelerato il degrado.

Si propongono degli interventi strategici atti a valorizzare gli ambiti qui esaminati creando, in quota, un circuito di percorrenza che connetta in due punti la strada principale con il percorso che porta all'area monumentale, passando attraverso i tornanti del monumento ai volontari Giuliani e Dalmati, alla carrareccia a fianco dell'Obelisco della Memoria e lungo il viale di cipressi che conducono al Monumento delle Tre Croci. Da qui, recuperando l'antica strada, con una percorrenza ad U che attraversa all'apice l'area dei principali ritrovamenti archeologici, si ritornerebbe alla strada principale, racchiudendo all'interno un ampio appezzamento boschivo. Si verrebbe così a creare un anello di dentieri che racchiuda al suo interno un museo a cielo aperto, dove le emergenze monumentali si integrerebbero con l'ambiente naturale e con il piccolo parco archeologico che ora si sta scoprendo.


Il “Naso di Lucinico” durante le operazioni belliche della Grande guerra.
Il “Naso di Lucinico” durante le operazioni belliche della Grande guerra.

3. Gli interventi puntuali e le opere di sistemazione


Il progetto, come accennato, individua due aree di intervento, dove si dovranno svolgere un insieme di opere puntuali e di ripristino delle percorrenze che qui di seguito vengono sinteticamente descritti:


AREA A - di interesse monumentale:

  1. Formazione parcheggio automobili, in corrispondenza dell'innesto del percorso con la strada principale;
  2. Pulizia e restauro portale trincea con l'iscrizione 24° Brigata Zappatori;
  3. Formazione spazio fermata corriera (o bus navetta), in corrispondenza del muro di contenimento in pietra;
  4. Sistemazione del tratto di strada di accesso ai monumenti;
  5. Sistemazione del percorso della gradonata di accesso al piazzale;
  6. Lavori di manutenzione, pulizia e restauro del cippo commemorativo dei volontari giuliani e dalmati e dell'area di pertinenza;
  7. Lavori di manutenzione e ripristino della gradonata principale, adeguamento delle pavimentazioni e manu- fatti circostanti, e piantumazione cipressi area di pertinenza;
  8. Pulizia, restauro, ripristino sconnessione alla base dell'Obelisco della Memoria;
  9. Previsione eliminazione, sistemazioni e ripristini gradonata e rampa di accesso posteriore;
  10. Adeguamento, formazione di sottofondo e pavimentazione del tratto di percorso laterale, ora d ifficilmente praticabile;
  11. Lavori di ripristino del fondo e della pavimentazione stradale, sistemazione dei cigli e manutenzione del doppio filare di cipressi e taglio piante arbustive infestanti lungo il percorso che conduce al monumento alla quota più bassa;
  12. Restauro del monumento delle Tre Croci;
  13. Sistemazione dell'area di pertinenza, ripristino del fondo e perimetrazione, eliminazione piante infestanti, piantumazione ulivi nell'ambito circostante;
  14. Ripristino dell'antico percorso, formazione del sottofondo e della pavimentazione.

AREA B - di interesse archeologico e naturalistico:

  1. Ambito chiesetta San Pietro e fortilizio;
  2. Ambito chiesetta Santissima Trinità.

Dove si devono mettere in evidenza reperti affioranti ed operare delle accurate pulizie e decespugliazioni da piante di sottobosco così come evidenziato nelle planimetrie di analisi:

  • Muraglione a secco (creazione belvedere a sud est)
  • Lacerto murario con grosse pietre (crolli evidenti)
  • Costruzione semicircolare (a secco su precedenti fondamenta)
  • Doppio muro in pietra grossolana scolo acqua, rocce affioranti (forse sorgiva)
  • Muro a secco di contenimento (lungo il tracciato strada preesistente)
  • Resti murari affioranti di diversa consistenza e forma
  • Resti murari affioranti, fondamenta chiesetta S. Pietro (creazione belvedere a sud-ovest, ovest, nord-ovest)
  • Muro a secco parzialmente crollato
  • Lacerti murari di contenimento scarpata (tratto strada che conduce alla chiesetta di S. Pietro)
  • Resti murari chiesetta SS. Trinità

Si dovranno mettere in evidenza anche delle postazioni Grande guerra, indicate nelle planimetrie (Tav. 1A):

  • A. Bocche di cannone rivolte a S.O. (verso il Carso, ricadenti in proprietà privata, non rilevabili);
  • B. Postazione in pietra e calcestruzzo rivolta a S.E./E. (verso valle Vipacco);
  • C. Postazione in pietra e calcestruzzo rivolta a N.E. (vicino ai resti della chiesetta della SS. Trinità, verso monte Sabotino).

Si potrà poi recuperare un'ampia area naturalistica costituita da un bosco di castagni e carpini (messa a disposizione dalla Parrocchia di Lucinico), dove potrebbero venir attrezzati i percorsi interni, operata una accurata pulizia del sottobosco e rimossi gli alberi rinsecchiti riversati sul terreno e che impediscono la fruizione.

Sono state indicate le condizioni dei percorsi storici da recuperare nella planimetria 2P, individuando gli interventi necessari:

  • AB. Mulattiera esistente (con visibili lacerti sottofondo in pietra arenaria in trincea) da allargare e ripristinare 
  • BC. Tratto non individuabile ma da ripristinare (invaso da vegetazione spontanea)
  • CD. Tracciato identificabile nel sottobosco (presenza di manufatti lapidei) da ricomporre
  • DE. Tratto da individuare (cumulo terroso, ma presenza terminale muro a secco di contenimento) da precisare nel tracciato e da ricomporre
  • EF. Tratto orizzontale su muro a secco di contenimento/bivio per strada Piedimonte da sistemare nel declivio di forte pendenza
  • FG. Strada impraticabile per Piedimonte che costituisce un percorso forestale e che necessiterebbe di cospicui interventi di ripristino e di rifacimenti di muri di contenimento ed opere provvisionali da parte di un'impresa specializzata
  • FH. Tratto strada preesistente (non riportato sulle mappe attuali, ma ancora individuabile) da tracciare lungo il confine della particella e ricomporre
  • HI. Strada SS.T rinità (attraversata da trincee) da ripristinare evidenziando i tratti di trincea
  • IL. Ultimo tratto di sentiero che conduce al monumento delle Tre Croci e si innesta con il percorso dell'area monumentale, recentemente ripristinato dai volontari, ma da completare.

Si dovrebbero poi operare alcuni interventi puntuali come la creazione di un piccolo parcheggio per le automobili, dove installare un deposito biciclette, un infopoint in una piccola costruzione in legno appositamente attrezzata.

Le aree qui indicate, una volta conclusi i lavori, dovrebbero venire presidiate dalle associazioni di volontariato che operano in campo archeologico, storico e naturalistico, e anche in questo caso verrebbero insediate delle piccole costruzioni in legno, dove i volontari potrebbero avere la loro sede operativa e mettersi a disposizione (a richiesta) dei visitatori.

Una terza area tematica con funzione didattica documentale (C), complementare alle prime due, è stata individuata nell'ambito dell'ex deposito munizioni (polveriera), da tempo in disuso ed ora di proprietà comunale, dove, nella palazzina comando e del corpo di guardia, si insedierà un centro di documentazione multimediale sulla "Presa del Colle di Gorizia" con un piccolo museo espositivo dei reperti storici trovati dai ricercatori in questa zona.

Si prevedono opere manutentive e di rimessa in pristino degli immobili, realizzando all'interno del complesso spazi da adibire ad ufficio, reception, sala espositiva, didattica multimediale, con un adeguato vano di ingresso ed attesa, oltre ai locali di servizio-depo- sito e per gli impianti tecnologici.

Si ritiene necessaria la realizzazione di un adeguato parcheggio per automobili e ricovero biciclette, oltre ad un'area di sosta e manovra per eventuali corriere che da qui potrebbero raggiungere la sommità del colle percorrendo l'anello di via degli Eroi, via delle chiese Antiche e via Torquato Tasso.

Anche in questo caso la struttura verrebbe presidiata da un'associazione di volontari che si interessa di ricerche storiche sulla Grande Guerra.