2000-2021: 20 ANNI GETTATI - LA VERA STORIA DI VILLA RITTER

14.10.2021

O Gorizia riprende in mano i suoi destini e la finisce di farsi guidare da chiunque le stia intorno -Trieste in primis - o il suo futuro è quello che paventiamo da tempo, diventare un paesone di confine. La triste storia di Villa Ritter - simile a quella di Villa Louise - è la cartina di tornasole di quanto andiamo dicendo. Leggetela: è emblematica e dimostra come questa città ha bisogno di un importante cambio di passo per l'appuntamento del 2025.

Poco visibile dalle strade principali si erge sopra quello che resta del polo industriale di Straccis, la villa residenza dei Ritter, che forse più di tutte contribuì allo sviluppo urbanistico, industriale ed economico della nostra città, Gorizia. Crearono il polo industriale di Straccis, introducendo tecnologie per l'epoca all'avanguardia e garantendo nel contempo ai lavoratori condizioni adeguate e dignitose. Una parte importante della storia di Gorizia: quello che resta di un'importante vocazione industriale, oggi svenduta a Monfalcone anche perché come disse il primo cittadino in un recente consiglio comunale "Gorizia non ha vocazione industriale".

In stile neoclassico la villa padronale vede la posa della prima pietra attorno al 1855 su commissione di Guglielmo Ritter. Posizionata sulla collina sovrastante le fabbriche circondata da un parco di 1,5 ettari in stile romantico a complemento del quale vi erano serre, frutteti, orti, campo da tennis e di bocce e inoltre la peschiera per l'allevamento delle trote. Nel XX secolo la villa passa di mano in mano vedendo un lungo periodo di abbandono e incurie fino all'acquisto da parte del comune attorno al 1976 per 250 mln di lire. Rimase ancora inutilizzata e fu oggetto di vari devastanti incendi.

Intorno ai primi anni 2000, vide finalmente la luce il progetto di restauro-ristrutturazione che dovette far fronte ad una situazione di totale degrado e danneggiamento della quasi totalità delle strutture ed arredamenti interni. Si inizia a parlare inoltre di un progetto per instaurarvi un corso universitario.

Tra il 2004 e il 2005 si dà inizio ai lavori alla villa e al parco. Costo totale 2,8 milioni di euro di fondi comunitari e successivi ulteriori contributi regionali. Durata stimata 900 giorni. Da qui un calvario infinito caratterizzato da progetti e proposte, piani futuri e beghe politiche. Un vero peccato per un immobile del genere in una posizione strategica non troppo centrale e non troppo isolata, con un parco altrettanto invidiabile.

I finanziamenti per i lavori di sistemazione furono concessi proprio per finalità di studio/cultura. Gorizia usciva dall'affaire della mancata scuola di Guardia di Finanza. Il risarcimento per l'assurda bocciatura del progetto che portava la firma congiunta sinistra-Lega Nord era fissata in una clamorosa quanto vana promessa di 50 miliardi (!) di lire per un alambiccato progetto di studi e prevenzione sismica da arte del ministro Pecoraro Scanio del partito verde come uno dei più strenui oppositori della Scuola, renato Fiorelli.

Alla fine Gorizia si portò a casa un "risarcimento" di 10 miliardi di lire al comune di Gorizia per un nuovo progetto di ricerca sul rischio idrogeologico e sismico e i due atenei regionali diedero vita al Co.ra (Consorzio Rischio Ambientale). La ristrutturazione della villa sarebbe servita, quindi, per offrire una sede a tale ente.

Uno il progetto cardine: un Master in gestione e valutazione del rischio idrogeologico e ambientale, gestito in comune dalle università di Udine e Trieste; unico in regione. È palese che vi è già insito il non se pol del piano, dovuto a diktat prettamente campanilistici. A nulla servirono le richieste di Ettore Romoli e del consorzio universitario goriziano, presieduto allora da Nicolò Fornasir (un'inedito ensamble destra-sinistra) che tentò di spronare gli allora rettori - Honsell e Romeo - per prendere una decisione definitiva. Ancora un nulla di fatto.

I conflitti tra le due università bloccheranno il progetto per anni. Nel 2007 la villa, ancora vuota, non conosce il suo destino e intanto le aree esterne vengono sistemate con un contributo regionale di 150 mila euro. Nel 2008 un altro colpo: la Regione è intenzionata a suddividere le risorse dell'infausto Co.ra per dar vita a due master - uno friulano e uno giuliano - molto simili, due doppioni insomma. E nessuna garanzia da parte degli atenei. Da matti! Il polo tecnologico-universitario goriziano, quindi, non s'ha da fare! I campanilismi tra Udine e Trieste non lasciano scampo.

Gorizia forse doveva capirlo subito che i due atenei non avevano alcun interesse nello sviluppo a Gorizia di un polo del genere. Le preoccupazioni si dimostrano ben fondate: da lì a poco (settembre 2008) l'assessore regionale Rosolen stanzia 1,4 milioni con i quali sdoppiare l'idea originaria in due mini master, da svolgersi nelle rispettive sedi universitarie goriziane. Il sogno di villa Ritter come polo tecnologico (o perché no istituto di ricerca) svanisce, prima ancora di ultimare i lavori alla residenza ottocentesca. Una sconfitta per la città che di nuovo investiva soldi pubblici (con l'aiuto, per altro, anche del Fondo Gorizia) per ampliare l'offerta universitaria cittadina. E intanto i fondi del Co.ra venivano prosciugati per lavori di manutenzione cittadina di Protezione Civile.

I lavori si accingono ad arrivare al termine nel 2010; ancora nessuna soluzione per la destinazione d'uso. Si scopre che il famoso "contentino" statale di 10 miliardi di lire non è vincolato ad alcuna tipologia di tipo universitario, così si apre la porta a svariate proposte e progetti - il sindaco è speranzoso. Arrivano alcune proposte, una riguardo lo spostamento temporaneo dell'Istituto di Musica (in attesa del restauro dello storico Palazzo de Grazia) o il trasferimento definitivo di Informest. Proposte che si eclissano ben presto.

Nel frattempo c'è il cambio della guardia al consorzio universitario e il neo presidente Ziberna propone di ospitare nella residenza di via Brigata Pavia il corso di Enologia, che aveva sede a Cormons prima di ritornare nella sede centrale di Udine per problemi legati ai costi e la logistica. Insomma si vaglia anche questa possibilità, anche se a Cormons il sindaco di sinistra Patat e il consigliere di Forza Italia Falato protestano vivamente. Ma è poco più di una boutade: il rettore Compagno stronca ogni speranza escludendo nettamente la possibilità di Enologia e Viticoltura a Gorizia.

Un'interessante ma curiosa svolta arriva ad aprile 2011 quando addirittura il ministro degli interni in persona annuncia e ufficializza l'insediamento a Gorizia nella storica Villa Ritter della scuola Superiore di diritto europeo. Gorizia quindi capitale del diritto europeo, con lo scopo di "stimolare la ricerca scientifica e l'alta formazione per una nuova Europa". Parole emozionanti! Se sia partito o quanto sia durato non è dato sapersi, né si trova alcunché in rete (del tipo: se qualcuno sa qualcosa faccia un fischio). Ben poco, pare.

Nel 2012, finalmente qualcosa di concreto, faticosamente realizzata da Ettore Romoli. L'insediamento del CIELS, un'università privata di Mediazione Linguistica. Bene, finché dura. Il "finché" è agosto 2018 quando l'università padovana non rinnova il contratto di locazione della villa (prima da 66 mila poi stabilita in 120 mila euro). Tutto finito. Pare abbiano trasferito le attività a Bologna, probabilmente per scarsa adesione.


Kevin Cucit