2025? NON DIMENTICHIAMO LIENZ E KLAGENFURT

14.11.2021

Saremo la capitale europea della cultura? Gorizia può dimenticare lo stretto legame storico e culturale che ci lega al mondo germanico e all'Austria in particolare? Ci sono riusciti, e parliamo di questo sindaco e di questi assessori sono riusciti, tanto che nel Bid Book 2025 mai gestito - tranne il Cantaquartieri - dal Comune, checchè ne dica qualche assessore di Lienz e Klagenfurt non vi è traccia. Vale la pena allora ricordare cosa significano per noi ( e per Nova Gorica) queste due città, riproponendo una sintesi di due articoli scritti qualche tempo fa da Rossella Dosso e da Martin Novak.Il gemellaggio volendo essere formali è un legame simbolico tra due comunità, finalizzato allo sviluppo di strette relazioni d'amicizia in campo culturale. Ma anche storico, politico ed economico. Gorizia ha stretto gemellaggio con quattro città: Grosseto (nel 1981), Sassari (nel 1983) , Klagenfurt, in Carinzia ( nel 1965) e Lienz nell'Ost Tirol (nel 1997). Quanto a Grosseto ci sfuggono le ragioni del legame, ma non dubitiamo della loro importanza. Con Sassari il rapporto è ispirato a motivazioni storiche legate alla Grande Guerra e alla presenza nella nostra città dell'omonima brigata.Il vincolo con le altre due città ci pare però più pregnante. Anche perché: il gemellaggio con Klagenfurt fu parallelo a quello con Nova Gorica e fu il frutto di una lunga preparazione "diplomatica" dei vertici delle tre città coadiuvate dalle rispettive nazioni, che dettero prova di grande lungimiranza politica. Fu uno dei motivi per cui le due città tornarono a dialogare in piena Guerra Fredda , mettendo le basi per quella che sarebbe diventata "la frontiera più aperta d'Europa".Il 2025 segnerà anche il 60° anniversario del gemellaggio tra Gorizia e Klagenfurt ,come abbiamo ricordato ieri. Ma ricordiamo anche Ricordiamo inoltre che Gorizia è tuttora gemellata con un'altra città austriaca, Lienz, quando l'amministrazione Valenti nel 1997, con l'allora assessore alla cultura Devetag, volle fortemente questo gemellaggio affinché Gorizia potesse riscoprire la sua storia millenaria e non rimanere prigioniera del ventesimo secolo. Lienz era la capitale della contea Mainardina in OstTirol e quindi un candidato adatto per questo tipo di progettualità culturale extranazionale. Stiamo parlando di progetti di un certo valore culturale, non di wurstel con crauti. Seppur deliziosi.Dunque, qual è il senso di questi gemellaggi a parte qualche scambio di onori e qualche foto di rito? Non sembrerebbe essere niente di più. Poco male, ci verrebbe da dire, perché i legami storici e culturali che ci legano a Lienz e Klagenfurt susciterebbero sicuramente un rinnovato interesse per il progetto Città della Cultura 2025 e per tutto il futuro post-2025, perché, ci auguriamo, l'evento non rimanga fine a se stesso, ma produca effetti tangibili anche negli anni a seguire. Chiaramente i veri benefici andrebbero soprattutto al settore turistico-commerciale, fortemente in difficoltà, organizzando eventi sinergici attivi durante tutto l'anno, non sporadici aperitivi e selfie di gruppo. In definitiva, c'è molto da fare, basta volerlo, ma i risultati sarebbero sicuramente straordinari e ne beneficerebbe l'intera città.Il più recente è quello con Lienz, promosso dall'allora assessore Antonio Devetag e che fu ratificato dal Sindaco Valenti e dal borgomastro Helga Machne nel 1997. Quest'ultimo gemellaggio è motivato da radici storiche lontane e profonde: essendo le due città concapitali della medioevale Contea di Gorizia. Il retaggio è tutt'ora vivo nella bellissima cittadina austriaca, dove chi scrive ne è testimone, avendola visitata di recente c'è ancora tanto di Gorizia: nella cultura e nei sentimenti della gente. Ce lo attesta simbolicamente anche Leonardo, l'ultimo Conte di Gorizia, sepolto a Lienz sotto un pregevolissimo cenotafio in pietra rossa.Molteplici sarebbero i rapporti da sviluppare tra le due città, non solo per qualche evento sporadico ma, ad esempio, per l'allestimento di alcune mostre di reciproca soddisfazione. Il bel castello di Lienz ospita una mostra permanente di Albin EggerLienz , interessante artista che aderì alla Secessione viennese e che fu precursore dell'Espressionismo tedesco. Gorizia, per il tramite del Comune o dell'Erpac, potrebbe esportare le opere del Futurismo goriziano che ebbe in Tullio Crali il suo esponente più noto e al quale Monfalcone ha dedicato una bella ed apprezzata mostra.Il sogno nel cassetto sarebbe però una mostra dedicata all'interessantissimo periodo medioevale dell'arco nordorientale delle Alpi (che coincide grossomodo con il territorio della Contea di Gorizia!) con epicentro Gorizia e Lienz. Non un'iniziativa all'insegna del radicio coi ovi e le luganighe de Vienna (o, se volete, anche questo), ma una manifestazione che andrebbe alle radici del legame storico e culturale tra le due città. Spes ultima dea, dicevano i latini. Lo diciamo anche noi. È evidente, tuttavia, che dobbiamo sederci a un tavolo e creare proposte di business-marketing degne della storia e del futuro di questa città, ma probabilmente stiamo chiedendo troppo.

Rossella Dosso e Martin Novak