A PROPOSITO DI TEATRO: GORIZIA DIMENTICA I GRANDI

16.08.2020

E allora parliamo di cultura goriziana, facendo riferimento a quella grande attrice - e "grande Signora" come ha giustamente ricordato Vincenzo Compagnone - che fu Maia Monzani*. Attendendo iniziative che la ricordino e registrando le parole del primo cittadino che le vorrebbe dedicare un via, non sarebbe bene che chi di dovere - parliamo proprio del Comune - si ricordasse di un grandissimo personaggio goriziano il Francesco Macedonio**, regista e autore, creatore di quel Piccolo Teatro Città di Gorizia che diede vita a una compagnia di bravissimi attori goriziani e che portò in scena lo straordinario "Il Mio Carso" di Scipio Slataper tra le mura del nostro Castello.

Per il Teatro Stabile di Trieste diresse Le Maldobrie, Noi delle vecchie province e L'Austria era un paese ordinato di Carpinteri e Farraguna, vale a dire i maggiori successi della struttura triestina. Fu direttore artistico de La Contrada di Trieste e del Teatro Italiano di Fiume. Prima che ci pensi Trieste, non sarebbe bene che qualcuno a Gorizia si ricordasse di lui, magari mettendo in scena il suo "La vecchia e la luna" ormai un classico del teatro per ragazzi? Siamo certi dell'interesse di Walter Mramor oppure di Fontanini, che avrebbero bisogno però del supporto di qualche istituzione goriziana.

GORIZIA3.0

*Maia è stata celebrata per il 90simo compleanno dal Piccolo Teatro di Fontanini.
**su wikipedia le sue esperienze goriziane non vengono neppure citate: non sarebbe il caso che il Comune provvedesse a illustrare questo suo grande cittadino?


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