AEROMORTO DUCA D’AOSTA: CRONACHE DA UN PASTROCCHIO

17.09.2020

"Hub aereo internazionale", "Stiamo per ripartire", "Motore della ripresa di Gorizia". O tana di topi e pascolo per caprioli? Difficile capire in quale stato versi lo scalo, un tempo sede del IV Stormo da caccia dell'aviazione italiana, sogno di un pioniere del volo quale il goriziano Eduardo Rusjan e teatro delle acrobazie del Duca d'Aosta. Crediamo sia intollerabile che vi continui ad essere una classe dirigenziale che non fa assolutamente nulla - a parte chiacchiere - per fermare questo declino.

L'unica cosa che il Comune è in grado di fare sono dei continui aumenti di capitale (coi nostri soldi - mai dimenticarlo) affinché si possano coprire i buchi di bilancio ormai perenni. Ci chiediamo come sia possibile, inoltre, che la dirigenza aeroportuale in tutti questi anni non abbia ancora presentato un progetto concretamente attuabile per rilanciare questo scalo.

Nel 2018, stando al bilancio, le perdite hanno portato il capitale al di sotto del limite previsto per una SpA (Società per Azioni), facendo scattare automaticamente meccanismi di rientro o svendita, con pesanti ricadute sull'immagine. Ricordiamoci pure come la Giunta rischiò di spaccarsi esattamente per questo motivo, per colpa di un'ennesima richiesta di aumento di capitale del valore di 600.000€.
È intollerabile a nostro avviso sperperare denaro pubblico in un modo così pessimo, senza una visione, senza un progetto di rilancio. Sembra un remake goriziano delle nefaste operazioni di "rilancio" di Alitalia, che costano ai contribuenti italiani quasi dieci miliardi di euro.

Ad ogni modo, apprendiamo dalla nota della Camera di Commercio di Gorizia (pardon - Trieste), che si prevede un piccolo utile di bilancio nel 2023 grazie ad "aumenti di capitale, finanziamenti, anticipazioni, investimenti sulle strutture, ecc.". Per la Camera, "E' evidente infatti che l'Aeroporto di Gorizia può assicurare, soprattutto in questo momento storico e vista la sua posizione a cavallo del confine italo-sloveno, innegabili ricadute su settori quali il turismo, l'occupazione, l'impresa/industria e la didattica.".

Così "evidente" che la situazione generale dell'aeroporto peggiora di anno in anno, richiedendo continui aumenti di capitale, ma sempre senza alcuna vera strategia che porti allo sviluppo sperato. Insomma, un disastro, che per il quale però nessuno ne paga le conseguenze.

Comunque, nonostante tutto, tempo fa vi si insediò la Pipistrel di Ajdovščina in Slovenia, un'azienda leader del settore degli aerei leggeri e da turismo, con ordini provenienti soprattutto dagli Stati Uniti. Ebbene, anche qui la situazione non è delle più entusiasmanti.
Dopo le roboanti notizie sulle 250 assunzioni in poco tempo, dopo 4 anni questo progetto stenta ancora a decollare, ma intanto la società ha già avuto centinaia di migliaia di euro dal famoso Fondo Gorizia. In più, in questo momento, leggendo la stampa estera, si narra che la Pipistrel sia in attesa di capire come procedere. In attesa di cosa? Dopo oltre quattro anni e tutti questi soldi? C'è poco da aggiungere...

Potremmo anche citare le roboanti sparate in merito alla fantomatica Turin Aviation, una società angloamericana fantasma (basta vedere il loro sito internet quasi senza contenuti), per capire che sicuramente non avrebbe potuto avere i mezzi per attuare gli investimenti promessi. Gorizia è così malridotta che qualsiasi ciarlatano passi per caso è accolto come un profeta.

Infine, trapelano ulteriori indiscrezioni che indicano all'aeroporto come luogo ideale per la fabbricazione di droni (!). Si dice che una start-up Lombarda abbia intenzione di investirvi, dando così lavoro a 40 persone. Un po' di conoscenza del mondo delle start-up ci fa presagire che anche questo progetto non può che finire male. Di solito, le start-up hanno un tasso di fallimento che si aggira attorno al 90% e, in più, essendo start-up (ovvero nuove - piccole - attività) non hanno (di solito) a disposizione milioni di euro per poter investirvi pesantemente. Ma magari a Gorizia questa volta andrà bene... Visto che però si tratta di questioni relative all'aeroporto, noi ci tratteniamo la facoltà di dubitare sulle reali possibilità di sviluppo. Saremo lieti di essere smentiti, per il bene della nostra amata città e dei suoi cittadini.

In pratica, la questione Aeroporto di Gorizia (ma anche altre) segue una semplicissima ma altrettanto efficace logica di marketing politico, della serie: "una sparata al giorno toglie l'opinione pubblica di torno". Questa strategia - che accomuna destra e sinistra goriziane - ha fatto passare tante questioni nel dimenticatoio, questioni che noi stiamo riportando alla luce. Insomma, chi più ne ha più ne metta.Visto che però non siamo nati ieri e non crediamo alle favole, tanto meno alla Camera di Commercio e al Comune, non si può che presagire che il futuro di questo bellissimo, storico scalo aeroportuale è destinato ad essere nero - fino alla prossima sparata almeno.

Martin Novak - Gorizia3.0

NELLE FOTO DAL WEB: l'aeroporto negli anni '30; il Duca d'Aosta; Edoardo Rusjan