ANCORA SUL MERCATO COPERTO

08.09.2020

Tre anni. Tanto ci vorrà per la riqualificazione del mercato coperto. Un'enormità se pensiamo che, secondo il presidente Macron, ce ne vorranno cinque per ricostruire il Notre dam de Paris. Considerati i tempi previsti: ci aspettiamo cose strabilianti. Nel frattempo ci aspettiamo di sapere che fine faranno gli operatori, compresi quelli dei negozi attorno al mercato le cui vetrine affacciano su Corso Verdi e via Boccaccio. I quali, per intanto, hanno ricevuto nel più formale e burocratese dei modi la comunicazione del Comune che li informa che le attività in concessione avranno termine a fine anno, con - bontà sua - una proroga tecnica di sei mesi per chi è in regola col pagamento dell'affitto. 

Ma non era il caso di fare una riunione con gli operatori stessi, guardandoli negli occhi dal momento che è in ballo - oltre al destino di una parte nevralgica della nostra città, con tutti i suoi annessi di storia, consuetudini e cultura - quello di un numero considerevole di persone e di famiglie? Evidentemente l'aspetto umano al borsino (quello comunale) dei valori vale poco più di una cicca e un botòn. Intanto apprendiamo da Il PIccolo che si fa strada l'ipotesi che avevamo lanciato: quella di spostare l'ambaradan in via Rastello. 

Non sarebbe la prima volta che gli amministratori fanno loro le nostre proposte. Sinceramente ce ne copiaciamo. Intanto, aspettando che anche la sinistra batta un colpo, siamo in attesa che la Camera di Commercio (della Venezia Giulia), che mette i danari, faccia sapere alla città quali saranno i futuri assetti del mercato coperto. La comunicazione sarebbe gradita.

ERMES DOSSO