ANNO DOMINI 1210: GORIZIA HA IL MERCATO

Gorizia3.0 continua questa storia in pillole della Contea di Gorizia, dalla pace di San Quirino fino alla concessione imperiale di tenere un mercato. Gorizia consolida il suo ruolo di capoluogo che ha mantenuto - pensate - fino al 2014 quando furono costituite le Uti. Se come tutti speriamo Nova Gorica - Gorizia otterrà dal governo sloveno e da Bruxelles il titolo di Città Europea della cultura sarà necessario rivalutare l'importante ruolo che la Contea di Gorizia ebbe nella storia europea, non limitando le celebrazioni a qualche evento sporadico e/o volto solo a catturare consenso, ma per dare vita a una ricognizione storica complessiva del territorio goriziano che coinvolga Italia, Slovenia, Austria, anche alla luce degli ultimi ritrovamenti archeologici.

La Pace di San Quirino

Dopo l'impresa del Conte Enghelberto II che aveva preso prigioniero Pellegrino Patriarca di Aquileia seguì un periodo di continui scontri tra Goriziani e Patriarchini. Nel quadro di questi conflitti, il 21 gennaio 1202, nella chiesetta di San Quirino, presso Cormòns, i cui resti, accuratamente restaurati, sono oggi ancora visibili, fu stipulato il Trattato di San Quirino, che sancì ufficialmente il riconoscimento ai Mainardini del pieno possesso dell'area goriziana, con tutte le annesse proprietà. Con lo stesso trattato, il Patriarcato di Aquileia otteneva la giurisdizione fra l'Isonzo, Monfalcone e il mare, mentre ai Conti spettavano, oltre il territorio di Gorizia, vari altri castelli, fra cui Cormòns, Arispergo, Barbana e Tomaj. 

La Contea si rafforza

Il Trattato di San Quirino non pose però fine alle contese fra Contea di Gorizia e Patriarcato, ma ne compromise ancor di più i rapporti poiché aveva riconosciuto ufficialmente l'esistenza del feudo goriziano. I Goriziani si adoperarono allora a completare i loro possedimenti sparsi e a unificarli in domini ben limitati. Li consolidarono con l'edificazione di castelli, separando concretamente il territorio di Gorizia dal Patriarcato.Dal 1200 l'importanza dei Conti di Gorizia nell'ambito dell'Impero comincia a crescere in modo significativo. I Conti di Gorizia cercano di consolidare il loro possesso ereditario, continuando a mettersi in buona luce nei confronti dell'Imperatore. 

Il Mercato dal 1210

Nel 1210 la città ottiene la concessione imperiale di tenere il mercato una volta all'anno, per sette giorni, in occasione della ricorrenza di San Giovanni Battista. Un provvedimento che riconosceva alla città un ormai acquisito e importante ruolo commerciale rispetto alle zone circostanti. Per l'aiuto negato al re Riccardo Cuor di Leone che tornando nel 1192 dalla Terza Crociata era naufragato ad Aquileia, il conte Mainardo II (1158-1231) era stato definito "noster fidelis"(fedele vassallo) dall'imperatore Enrico VI. Sempre a Mainardo II era stato concesso il grande privilegio di battere moneta. Già il conte Enghelberto II (1132-1191) aveva accompagnato l'imperatore Corrado III in Terra Santa e aveva partecipato alla venuta in Italia dell'imperatore Federico Barbarossa."Antonio DevetagDomenica: le origini dei Conti di Gorizia


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