ANTONIO LASCIAC, DA SAN ROCCO ALL'EGITTO

31.01.2021

Un lettore ci chiede di Antonio Lasciac: eccoci. Tra il verde del colle del Rafut, subito oltreconfine, spicca una torretta simile ad un minareto. Un edificio, un opera architettonica, unica per il suo stile arabeggiante. Come mai, nel territorio del Goriziano, è presente un edificio con questo stile atipico? Per comprendere questa "stranezza" affascinante dobbiamo focalizzare l'attenzione sul suo creatore: Antonio Lasciac (1856-1946) L'architetto goriziano come ci ricorda Antonella Gallarotti, era nativo di borgo san Rocco e figlio di un conciapelli: lavorò ad Alessandria, al Cairo e persino a Costantinopoli, riscuotendo grande successo, tanto da diventare capo architetto della famiglia reale egiziana - i Khedivali - e da realizzare per loro ville e palazzi. Un goriziano che, viaggiando tra Oriente e Occidente, portò a Gorizia uno stile che potremmo definire unico. Unico perché aperto e fantasioso, uno stile che riprende elementi moreschi e orientali, rielaborati e reinterpretati ottenendo risultati completamente originali. Tra le tante cose Lasciac progettò la nuova fontana di piazza San Rocco a foggi di obelisco - prestandolo gratuitamente al suo borgo natale - mentre non vennero mai realizzati (per motivi economici) il progetto della chiesa del Sacro Cuore, il rifacimento della chiesa di San Rocco, il collegamento viario tra la stazione ferroviaria della Transalpina e il centro cittadino, la sistemazione di piazza della vittoria. Speriamo che questa piccola chicca vi abbia incuriosito su una delle tante peculiarità del nostro territorio. 

A cura di Luca Michelutti

FOTO DAL WEB


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