ARTE GORIZIANA: LA PROPOSTA DEVETAG-DEGRASSI

15.03.2020

Una mostra che può segnare la svolta del turismo culturale a Gorizia.

AL SINDACO DI GORIZIA RODOLFO ZIBERNA

OGGETTO: PROPOSTA PER UNA MOSTRA SULLA "SCUOLA GORIZIANA DI PITTURA"


Gorizia e Nova Gorica unite per diventare insieme Capitale della Cultura Europea, una speranza e un progetto che potrebbe originare un salto di qualità culturale e turistico - e quindi economico -per un territorio che pur appartenendo a due nazioni diverse possiede omogeneità sorprendenti, che derivano da una lunga storia comune, fatta di tradizioni, linguaggi, di paesaggi naturali e architettonici, di scambi che anche nei momenti più tragici del '900 non si sono mai interrotti.

E queste identità risultano chiare ed evidenti soprattutto nel campo dell'arte figurativa: legami talmente forti, osmosi di idee e di rappresentazioni pittoriche così forti da diventare uno "stile": la mostra che proponiamo e che ha per tema "La scuola goriziana di pittura" propone una nuova e inedita lettura di quella "regione europea" di cui Gorizia fu capoluogo per un millennio rimettendola al posto che le compete, quale punto d'incontro tra Oriente e Occidente europei e soprattutto snodo creativo tra Italia e Mitteleuropa dei cui movimenti artistici ha rappresentato la sintesi, arricchendone i contenuti, grazie a uomini ed e artisti di valore eccezionale, spesso sottovalutati oppure oggetto di mostre che, pur pregevoli, non hanno mai fornito una visione d'insieme tale da valorizzare non il singolo autore ma la città intera.

Proponiamo quindi una mostra che si sposa perfettamente a quel progetto di capitale della cultura europea che Gorizia e Nova Gorica stanno portando avanti e che proprio in questa mostra troverebbe solide basi sulle quali poggiare, poiché dimostrerà la stretta connessione e il continuo scambio culturale tra artisti italiani e sloveni, negli anni del Primo e del Secondo Dopoguerra. Questi legami strettissimi e così fecondi costituiscono un "caso" unico, originale, affascinante nella cultura europea e saranno certamente uno degli elementi fondanti dell'esposizione.

Una mostra su "La Scuola di pittura di Gorizia" significa riaffermare l'esistenza di uno stile precipuamente goriziano nell'arte figurativa e l'aggettivo coincide con il sostantivo: il Goriziano è un territorio vasto, interessante, complesso, a superficie variabile ma che ha sempre avuto la nostra città come epicentro.

La scuola goriziana di pittura - cui Luciano de Gironcoli ha dedicato un libro anni fa - deriva dai mille indizi che porteremo alla luce in un'esposizione che solo per i nomi degli autori delle opere esposte può e deve diventare un evento di portata europea. Un'esposizione su più sedi che riveli come la città sia stata e sia ancora capace di "creare" cultura e quindi plasmare un'impronta precipua, accogliendo ed elaborando uno stile pittorico proprio che deriva dall'elaborazione originale e consapevole delle grandi e storiche tendenze europee, fondendo in una sintesi originale gli apporti che provengono da Venezia, Lubiana, Vienna e Monaco e anche Parigi e Firenze.

Una mostra che riporti alla luce e valorizzi tesori finora studiati e commentati spesso con mostre di successo, cui è mancata una sintesi organica, una narrazione che metta in luce la plurisecolare attività di artisti come Tominz, Spazzapan, Music da Del Neri a Pillon, siano legati da questa talvolta impercettibile ma sempre presente percezione del mondo, degli uomini, della vita che è la "gorizianità", una Weltanschauung che come afferma la critica d'arte Francesca Agostinelli è "caratterizzata da una singolare atmosfera di chiarezza, di "nitore", di "aria pulita". In sostanza è un "modo di fare pittura" che, metabolizzando il mondo austro-slavo, ha saputo concentrare il proprio agire artistico al di fuori delle esperienze nazionali e internazionali del secondo dopoguerra proprie della cosiddetta cultura occidentale. La "Scuola di Gorizia ha rifiutato il confine e la sua cesura, ha continuato a produrre fuori dai dettami storici in una consapevolezza sovrastorica, nutrita dalla propria radice e dalla peculiarità geografico/territoriale".

Una mostra antologica che prenda origine dalla secolare vocazione di Gorizia quale capoluogo di un'area vasta e transnazionale: una mostra che preveda una narrazione che dedichi un prologo al ruolo medievale di Gorizia e da quel "gotico goriziano" che al tempo della Contea medievale illustra moltissime chiese e chiesette, unendo in modo ancora oggi riconoscibile il Collio friulano alla Val d'Isonzo.

Una mostra che riporti alla memoria quel ruolo sinergico della nostra città anche rispetto alle vicine Udine e Trieste già nel '700, quando vede convergere attorno alla ricca e potente aristocrazia goriziana validi artisti udinesi e triestini, le cui opere affascinano un Giuseppe Tominz, il pittore che pone la simbolica prima pietra della Scuola goriziana di Pittura.

E' alla fine dell '800 e ai primi '900 che la cultura goriziana conosce uno sviluppo fondamentale, che ha il suo epicentro in quello straordinario Staatgymnasium (oggi sede della Biblioteca Statale Isontina) in cui si forgiano personaggi quali Carlo Michelstaedter, Biagio Marin, Antonio Morassi ed Ervino Pocar ma anche molti di quegli pittori italiani e sloveni che avrebbero poi costituito il nucleo fondante dello "stile goriziano".

E' infatti nel Primo Dopoguerra il periodo in cui su afferma con forza e inedita genialità uno "stile goriziano": si costituisce una straordinaria agorà che ha il caffè Garibaldi quale epicentro in cui discutono e affrontano i temi dell'arte moderna artisti veramente straordinari. Si forma il Circolo artistico goriziano (in Piazza Vittoria nell'attuale sede del Kinemax) e il grande Antonio Morassi , che intuisce l'importanza di quel circolo e organizza la prima esposizione di Belle Arti goriziane, nel 1924, di grande successo.

Ma la Scuola goriziana di pittura prende sostanza ancora più specifica nel Secondo Dopoguerra quando si fa strada una seconda eccellente generazione di artisti per lo più nati nell'900, ancorapiù consapevoli di dipingere e creare nell'ambito di un'ideale "stile" goriziano, proprio mentre la Scuola d'Arte di Gorizia forma l'eccellente generazione di artisti che ci accompagna con successo fino a oggi.


DA: ANTONIO DEVETAG E MARINO DE GRASSI