Ascoli Graziadio Isaia (1829 - 1907)

18.02.2020

Il 16 luglio 1829 nacque nella casa di famiglia, la "casa Ascoli", un bambino che sarebbe diventato uno dei cittadini più illustri di Gorizia e che avrebbe fatto conoscere, attraverso la sua persona, il nome della sua città natale in Italia e nel mondo: il futuro glottologo Graziadio Isaia Ascoli. 

Ascoli visse lontano da Gorizia dal 1861, quando fu chiamato, poco più che trentenne, a ricoprire l'incarico di docente all'Accademia scientifico-letteraria di Milano. Aveva già pubblicato diversi saggi di argomento glottologico: il primo, Sull'idioma friulano e sulla sua affinità colla lingua valaca, ad appena diciassette anni, ma soprattutto i più recenti Studi orientali e linguistici usciti tra il 1854 e il 1861. La sua vita accademica si svolse quindi interamente lontano dalla sua città, che ne seguiva, a distanza, le tappe più significative. A Milano si dedicò, oltre che all'insegnamento, alla stesura di lavori ed articoli di linguistica che venivano pubblicati da riviste italiane ed europee. Nel 1873 Ascoli fondò il periodico "Archivio glottologico italiano", di cui fu direttore e che continua ancora oggi le sue pubblicazioni. Viene però più frequentemente ricordato per un'opera che poco o niente aveva a che vedere con l'ambito dei suoi studi, il volumetto Gorizia italiana tollerante, concorde. Verità e speranze nell'Austria del 1848, scritto e pubblicato nel momento del risveglio delle identità nazionali negli stati dell'impero asburgico. In quell'opera giovanile (all'epoca aveva diciannove anni) come negli scritti in cui successivamente affrontò l'argomento, Ascoli assunse una posizione che mentre affermava in maniera inequivocabile la lingua e i sentimenti italiani della città non giungeva alle conclusioni di un irredentismo "radicale" che mirasse necessariamente all'unità politica con il regno d'Italia. Infatti il suo è stato definito un "irredentismo culturale", improntato ad uno spirito nazionale, ma non nazionalistico.Fu sempre lui a coniare nel 1863 il termine "Venezia Giulia" da usare in alternativa a quello di "Litorale Austriaco", e di "Venezia Tridentina" invece di "Tirolo italiano". Nel 1886 celebrò, tra le congratulazioni del mondo scientifico e accademico, il suo "giubileo professorale", a venticinque anni dalla prima lezione tenuta a Milano. Il "Corriere di Gorizia" del 25 novembre fu dedicato quasi esclusivamente a questo anniversario. Nel 1889 fu nominato senatore del Regno d'Italia. Il 21 gennaio 1907 Graziadio Isaia Ascoli morì a Milano, all'età di novantun anni. La tomba di Ascoli è al Cimitero monumentale di Milano, ma Gorizia ricorda il suo concittadino con un'erma ai Giardini Pubblici, una lapide sulla sua casa natale, l'intitolazione al suo nome della via che attraversa il vecchio ghetto e che conduce dalla sua casa alla sinagoga. Portano il suo nome anche la scuola media "Ascoli" e la Società Filologica Friulana.