L'ENNESIMA SPARATA

24.08.2021

Come la maggioranza dei nostri lettori cerchiamo di stare fuori dal coretto che accompagna ogni sparata dell'Amministrazione e notiamo che oggi ciò che valorizza Gorizia sono iniziative che provengono dalla cittadinanza o dal settore commerciale e dell'imprenditoria, così severamente provati dal Covid e dalla inconsistenza di iniziative comunali. Un esempio? Via Rastello: e ci verrebbe da scrivere: Canzoneri assessore!

Inconsistenza? Meglio dire assenza, tanto che ci piacerebbe sapere cosa hanno concluso in quattro anni alcuni degli assessori, che sono abbondantemente stipendiati dalla collettività. Lo vorremmo sapere al netto di selfie con le loro vacanze, di cui perdonate la sincerità, non ce ne frega niente.

Ultimamente però, soprattutto dopo la ciofeca del senso unico in Corso Italia, si sono ritirati in qualche eremo: non si sentono più non dichiarano, si guardano bene di spendere una parola a favore del primo cittadino, in evidenti difficoltà. Sempre che ne siano capaci.

Gorizia è una città in piena decadenza in mano a una cerchia che sogna di sgovernare per l'eternità. Una cricca che ha già svenduto il vendibile, vedi specialità ospedaliere, Musei provinciali, Consorzio industriale, Fiere di Gorizia, Camera di commercio, Confidi di Gorizia, il ruolo stesso di capoluogo di provincia, ceduto a Monfalcone.

Il colpo del Mercato coperto a Trieste non è riuscito anche grazie alle nostre proteste e alla mobilitazione dei cittadini e visto che era basato sull'impegno del Gambero Rosso: aspettiamo ancora il foglio di carta che ne certifica l'interesse. Non è riuscito neppure quello sghimbescio tentativo di ristrutturare il Palasport ma si tenta con i parcheggi. Quello di via Manzoni e quello del Mercato all'ingrosso, la cui inutilità è stata spietatamente messa in luce dal capogruppo di Forza Italia in Comune, Fabio Gentile.


E ricordiamo a chi si occupa di turismo e cultura che da quattro anni è chiuso il più bell'auditorium del Friuli Venezia Giulia, in via Roma; che uno spazio museale come il compendio di Santa Chiara non viene neppure più usato per esporre le cartoline; che la massima attrattiva di Gorizia, il Castello, nei mesi di massimo afflusso turistico è desolantemente chiuso: come hanno verificato di persona - guardare il video - tre giovani goriziani, Kevin Cucit, Luca Michelutti e Martin Novak.

Sono strutture che il Comune dovrebbe valorizzare ma non lo fa, o meglio non sa come fare, quindi lodiamo chi riesce ad aprire, come la Pinacoteca di Palazzo Attems Petzenstein (anche se solo il primo piano), oppure la interessante mostra di palazzo Coronini (il Parco è ancora impraticabile).


Rossella Dosso