BENVENUTI A GORIZIA?

30.07.2020

Noi di Gorizia3.0, ma del resto come voi lettori, amiamo la nostra splendida città, ex capoluogo di provincia e - speriamo - in procinto di riprendere quel ruolo. Una città ricca di fascino e storia, che è stata protagonista di grandi eventi nel corso dei secoli, che è stata patria di personaggi importanti come Max Fabiani e Nicolò Pacassi, artisti come Music e Crali, Carlo Michelstaedter (oggi ben poco ricordato) grandi registi come Francesco Macedonio (degno di una seria rivalutazione), critici celebri come Quirino Principe, premi Nobel come Carlo Rubbia.

Nei secoli è stata frequentata da grandi personaggi quali Goldoni e Casanova che ne capirono il fascino discreto. Purtroppo però, a Gorizia, ad oggi, non c'è solo fascino ma anche molto, forse troppo degrado. Si potrebbe dire che in tutte le città d'Italia è cosi, certo, ma bisognerebbe cercare di fare qualcosa di più. Invece di affermare che si sta già facendo molto.

Veniamo al dunque. Un qualsiasi turista che visita per la prima volta la splendida città di Gorizia entrando rimarrebbe alquanto deluso. Un cartello di benvenuto risalente a oltre un quarto di secolo fa e che richiede al più presto un rifacimento Di certo non è una buona carta di presentazione. Dopo il ponte IX agosto alla sinistra della grande rotonda un enorme quartiere fieristico abbandonato. Poi un sacco di edifici lasciati andare al buio e ai topi, avvolti da pezze bianche e rosse.

Tralasciando per carità di patria il Palasport, il vecchio Ospedale di via Vittorio Veneto, il Conference Center, l'Auditorium di via Roma, c'è poi il complesso ex Stella Mattutina il cui cinema cade letteralmente a pezzi, anzi oramai non ne rimane più nulla a parte qualche mattone, i gatti e l'edera. Un vero schifo, scusate il termine, in pieno centro a Gorizia. Sembra che ci sia stata una guerra. Poi sempre nel centro della città occhieggiano le orbite vuote dell'ex Provveditorato.

C'è di più: un turista (?) camminando per il centro in cerca di indicazioni troverebbe poi i famosi tabelloni che volevano raccontare - male - la storia di Gorizia del Novecento e che hanno, sembra, il patrocinio del Comune. Qualcuno ha pensato bene di cancellare le scritte, con una mano di spray nero. Peccato che però cosi sono forse peggio di prima. Infatti nessuno ha pensato di toglierli e adesso i turisti (?) in piazza Vittoria e ai Giardini pubblici si godono la visione di queste porcherie.

Ma poiché siamo abituati alla verità ma anche alle soluzioni parliamo dell'unica idea che può portare Gorizia fuori dallo stato di agonia in cui è precipitata, ben prima del coronavirus: una vera, reale, sincera sinergia operativa e finanziaria tra le varie istituzioni nel momento in cui si stabilisca la necessità di potenziare il turismo (enologico, culturale, naturalistico) per aiutare il settore commerciale e quindi salvaguardare il futuro della città. Ma di turismo e commercio tutti "ciacolano", senza partorire un'idea che sia una.


Il che vorrebbe dire ad esempio che sotto l'egida del Comune la Camera di commercio insieme alla Fondazione Carigo potrebbe finanziare in concreto ristrutturazioni mirate, ragionate, come ad esempio e finalmente la realizzazione del Museo di Santa Chiara con il Tesoro del Duomo e|o il rilancio del vicino Mercato Coperto, che al di là del rifacimento dei WC rischia di diventare un altro catafalco goriziano.


ROSSELLA DOSSO