BOLLE, BALLE E FONDO GORIZIA

13.05.2020

Ma Gorizia come pensa di ripartire dopo il covid-19? Gorizia non ripartirà senza un progetto che dovrebbe vedere impegnate tutte le sue istituzioni e che dovrebbe essere imperniato su una sua reale valorizzazione turistico culturale. Un tema sulla bocca di tutti e fonte di infiniti proclami, selfie, e vanterie, ma nullo all'atto pratico anche perché la bolla di sapone In cui si è avvolta la nostra città rinchiude i goriziani ma li esclude dal resto del mondo.
Gorizia non è attrattiva rispetto al suo territorio storico e tanto meno per gli udinesi o i triestini. Voglio dire che a pochi cittadini del Friuli Venezia Giulia - e sempre meno agli sloveni- viene in mente di venire a Gorizia per fare compere, passare una bella giornata di shopping visitando una mostra o un museo (quali?), restare a pranzo o a cena in uno dei suoi tanti ristoranti, trattorie, osterie. Figurarsi dalle altre regioni o dall'estero.
Le corriere che arrivano vanno in Castello, posteggiano due ore con i motori accesi per visitare il nostro magnifico maniero e meravigliarsi per quella esposizione di strumenti medievali che oggi si vorrebbe chiudere. Il Museo della Guerra cui l'Erpac preferisce quello della Moda (?) fa numeri scarsi e promozione nulla. La domenica poi, quando Gorizia è una città fantasma, vanno a mangiare in Slovenia o sulla strada del ritorno. C'è qualcuno che si rende conto della situazione e pensa a un progetto per rilanciare questa povera città colpita da una crisi feroce anche prima del coronavirus?
Ricordiamo che Cciaa vuole dire Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura: qualcuno ci dovrebbe dire quale di questi comparti sia in buona salute, nonostante i provvedimenti continuamente sbandierati da direttori e presidenti: sollecitata dal sindaco a intervenire con il Fondo Gorizia (dai 48 ai 60 milioni di euro, a voi la scelta: chi lo sa?) hanno risposto "no se pol".
Non c'è progettualità, non c'è interesse per Gorizia anche perché il centro e il cuore della Cciaa si trovano a Trieste. Chi rianimerà questa città? Chi ridarà fiducia al settore commerciale da sempre spina dorsale dell'economia goriziana? Chi ridarà un ruolo al'aeroporto Duca d'Aosta, al Quartiere Fieristico, al Palasport, al Conference Center, al Mercato coperto, che grazie a scelte assurde è oggetto di concorrenza spietata,con il benestare del Comune della CCiaa e di tutti coloro che dovrebbero pensare al bene della città? Non basta imbiancare i muri quando stanno crollando.
Rossella Dosso