Bombig Giorgio (1852 - 1939)

10.02.2020

Nato a Ruda il 7 luglio 1852, di professione maestro, Giorgio Bombig (poi italianizzato in Bombi), esponente di spicco del partito liberal-nazionale, si impegnò attivamente nella vita pubblica goriziana. Presidente della Lega Nazionale, membro dell'Unione Ginnastica e della società politica "Unione", componente della Camera di Commercio, entrò in consiglio comunale nel 1893, fu "primo aggiunto" con il podestà Carlo Venuti, che sostituì nell'esercizio delle sue funzioni durante la malattia che ne causò la morte, fu deputato alla Dieta provinciale e nel 1908 venne eletto podestà. Per qualche tempo la sua nomina fu in dubbio, tardando la ratifica imperiale per le sue posizioni irredentistiche, ma l''elezione fu confermata e il consiglio lo rielesse nel 1911 per un secondo mandato e nel 1914 per un terzo. L'entrata in guerra dell'Italia contro l'Austria portò però allo scioglimento del consiglio comunale e alla decadenza dalla carica del podestà, che venne internato a Gollersdorf a causa dei suoi sentimenti italiani (era stato a capo dell'organizzazione di raccolta di notizie irredentista "Dante Alighieri" attiva immediatamente prima e nei primi mesi del primo conflitto mondiale) insieme alla sua famiglia. Al termine del conflitto Bombig riprese il suo posto e fu il primo sindaco di Gorizia italiana; resse il Comune per quasi tutto il primo arco del dopoguerra, come sindaco, commissario straordinario e podestà di nomina governativa, tranne la breve parentesi del mandato di Antonio Bonne nel 1922.

Nominato senatore del Regno nel 1920, Giorgio Bombi cercò senza successo di opporsi alla soppressione della provincia di Gorizia, inglobata nella Provincia del Friuli, e si adoperò per la sua ricostituzione. Fu la personalità politica più autorevole della città, in contatto con gli esponenti del governo e del regime fascista. Fu podestà fino al 1934 e morì a Gorizia il 15 settembre 1939, alla vigilia della seconda guerra mondiale.