C’E’ POCO DA RIDERE

30.09.2021

Se non ci fossero di mezzo i soldi e gli interessi di Gorizia e dei Goriziani ci sarebbe da ridere. Il manipolo che sgoverna la città a colpi di fake e di marce indietro non ne fa una giusta. Ma in politica c'è un limite, quello del ridicolo, che a Gorizia è stato oltrepassato.

Non c'è una realizzazione che sia stata portata a termine in quattro anni, a cominciare dal senso unico in Corso Italia dove si è poi tornati alla situazione precedente: "era un esperimento". Intanto si sono gettate migliaia di euro con una serie di intermezzi strampalati, vedi punti luce impiantati e poi levati, rosai che spariscono per poi rimaterializzarsi.

Vicende simili non solo alla storiella della Galleria Bombi (auto si poi auto no a seconda di come tira il vento) ma al Mercato coperto, che avrebbe dovuto cambiare aspetto e soprattutto Padrone, con annunci arroganti de prossimo arrivo del prestigioso Gambero Rosso (!50milaturisti, siore e siori!), di cui attendiamo ancora le carte precedenti al 31 dicembre 2020, che certifichino un concreto interesse del celebre marchio del gusto italiano.

In entrambe le vicende l'informazione di Gorizia 3.0 è risultata determinante. Ora arriva tra capo e collo la marcia indrè sul parcheggio multipiano di via Manzoni peraltro da noi già annunciata il 13 settembre, riguardo al quale Ziberna incalzato da un'interrogazione in consiglio, riferisce candidamente che i quattrini sono pochi e che richiederà di stornare i finanziamenti alla realizzazione di una serie di fantomatici "posteggi nelle periferie cittadine".

Aggiungiamo le vicende del Palasport - finanziamenti richiesti, rigettati, NUOVAMENTE ottenuti e quindi subiti - e del parcheggio al mercato all'ingrosso, che testimoniano l'inestricabile confusione di un Comune semiaffondato aggrappato alla zattera della Capitale Europea della Cultura, peraltro già commisssariata da Trieste.


Ermes Dosso