CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA? LEGGETE QUI. UNA E’ CHEMINTZ IN GERMANIA: BUON PRESAGIO

08.12.2020

La Capitale Europea della Cultura è un titolo onorifico conferito ogni anno a due città al loro volta appartenenti a due diversi Stati membri dell'Unione Europea. L'obiettivo dell'iniziativa è quello di tutelare la ricchezza e la diversità della cultura Europea, di valorizzare le caratteristiche culturali comuni ai popoli europei e quello di sviluppare un sistema culturale che possa generare un importante indotto economico. 

Essere Capitale Europea della Cultura porta benefici reali ma soprattutto duraturi. Stimola la crescita economica, agevola la creazione di un senso di comunità, rigenera e sviluppa i collegamenti europei. Queste definizioni sembrano essere scritte ad-hoc per Gorizia. In questo caso, nel 2025, la scelta ricade su due paesi, la Germania - con Chemnitz (già Karl-Marx Stadt: città di Karl-Marx) e la Slovenia - che deve ancora nominare la sua rappresentante. 

La prima, la tedesca Chemnitz, è una città situata quasi al confine con la Repubblica Ceca che ha subito gravissimi danni durante la Seconda guerra mondiale, danni che ne hanno quasi sancito la fine. Comunque, la ricostruzione avvenne sotto il dominio comunista con edifici prefabbricati in lastre di cemento, strade da parata in stile sovietico, ma soprattutto un monumentale busto di Karl Marx. 

Nel 1953, in pieno regime comunista, la città fu ribattezzata Karl-Marx-Stadt in suo onore. Fortunatamente, dopo la caduta del Muro ha riacquistato il suo nome originale. Città in gravissima crisi durante il dominio sovietico negli ultimi vent'anni - grazie ai principi democratici e di libero mercato - Chemnitz è diventata un'importante e moderna città universitaria e di conseguenza un moderno e prospero centro economico della Germania, e in particolare della Sassonia, un vero miracolo.

L'altra città, la cui nomina compete alla Slovenia, deve ancora essere nominata. La vittoria finale è una contesa a tre candidature di pregio, tra le quali c'è Lubiana, il duo Piran/o-Ptuj e infine la nostra, con la candidatura congiunta di Nova Gorica-Gorizia. Quest'ultima è certamente una scelta molto speciale, dato che è la prima volta che due città situate in due stati diversi concorrano assieme. Chiaramente, questo unicum, unito alla storia (anche tragica) della rivalità e gli attuali buoni rapporti tra le due città, sembra dare molte chance di vittoria. Inoltre, è tradizione che le grandi città o capitali (Ljubljana) non vengano mai nominate. La battaglia sembra quindi essere nei confronti dell'altro duo Piran/o-Ptuj: dipenderà molto dalle scelte del governo di Lubiana.

La candidatura di Nova Gorica, in realtà, presenta delle similitudini con quella di Chemnitz, ma con la sola differenza che dopo la caduta della Jugoslavia, e la conseguente nascita della Repubblica di Slovenia, essa non ha perso popolazione. Sicuramente però Nova Gorica (e tutta la Slovenia) con un PIL reale quasi doppio rispetto ai valori del 1990, hanno registrato una crescita economica simile alla città di Chemnitz. Analogie molto interessanti.

Tuttavia, come detto, Nova Gorica da sola non può offrire un numero sufficiente di attrazioni turistico-culturali come Chemnitz, e quindi dall'entourage sloveno, guidato dall'allora sindaco Matej Arčon (oggi presidente del GECT), è partita l'idea di includere anche Gorizia, in quanto in possesso di un patrimonio turistico-culturale enormemente vasto e certamente molto superiore a Nova Gorica. L'ex sindaco Romoli, con una scelta saggia, decise di appoggiare questa idea, con la conseguente nascita di questa candidatura congiunta. Da allora sono passati quasi quattro anni e ora siamo di fronte al verdetto, speriamo positivo. Proprio in questi giorni una giuria internazionale dovrebbe visitare le città concorrenti e poi annunciare il verdetto finale venerdì 18 dicembre, si spera favorevole. 

Forza Gorizia!


Martin Novak - Gorizia3.0


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