CASA DEL PARTO “TACON SUL BUSO”

26.10.2020

La casa del parto nacque per mettere una pezza al diktat con cui la Regione chiuse il punto nascita di Gorizia. Un provvedimento scellerato che ubbidiva al trend del risparmio sulla salute pubblica sugli ospedali che ha portato al disastro di oggi. Anche allora Gorizia non riuscì a imporsi quale capoluogo provinciale, rivendicandone con forza il ruolo, nonostante "regnasse" Ettore Romoli. Anche allora vinse Monfalcone per ragioni "tecniche" (nel nosocomio bisiaco c'erano qualche nascita in più come del resto a Palmanova), ma pesarono anche ragioni politiche. Gorizia era di centrodestra, la città Stellata e quella dei Cantieri di sinistra. Era il 2014-2015: In regione governava la Serracchiani, che in verità portò a termine un'operazione peraltro già iniziata dal suo predecessore Tondo. Gorizia protestò: qualche decina di volonterosi si diedero appuntamento costante davanti al san Giovanni. Forse un centinaio, tutti da ringraziare. Ma sempre troppo pochi: la protesta non servì a evitare l'epocale calcio nel sedere con cui Gorizia, vittima predestinata di qualsiasi sottrazione regionale, usciva dalle carte d'identità. Questa premessa tanto per far capire come si muovono le cose a Gorizia. Ecco allora che nel programma del GECT, apparve la toppa bipartisan che apriva all'idea di una casa del parto, una struttura d'accompagnamento armonico della partoriente verso la nascita del pargolo, che prevede anche la danza del ventre, e altri interessanti diversivi. Scelto il luogo, prodotte le tonnellate di carta necessarie, si pensò bene a costruire una piscina riabilitativa educativa - tanto i soldi sono pubblici - senza pensare che al San Giovanni di Dio c'è già una piscina che era stata trionfalmente riaperta nel 2009 "Lunga 15 metri e larga 5... - si legge in un dettagliato articolo a firma Marco Bisiach datato su Il Piccolo del 24 settembre di quell'anno): - verrà dedicata agli esercizi di preparazione al parto delle future mamme, che in acqua possono svolgere più facilmente movimenti normalmente faticosi, e che fino ad ora si rivolgevano alla piscina comunale. «Abbiamo già una lista di 31 future mamme - ha spiegato il primario di Ostetricia Gigli - che divideremo in 3 gruppi e che, a partire dal pomeriggio del 6 ottobre, svolgeranno le sedute nella nuova piscina». Voi cari lettori, capirete che abbiamo la sensazione sempre più forte di essere presi per i fondelli.

Gorizia3.0