CASA ROSSA: UN BRUTTO BENVENUTO

06.07.2020

I goriziani sanno bene che il vero cuore transfrontaliero tra Gorizia e Nova Gorica è la Casa Rossa storicamente luogo di incontro e di scambio tra Italia e Slovenia. Pensiamo quindi che il suo enorme spazio avrebbe dovuto essere valorizzato per concerti e iniziative turistiche, ancor più della Transalpina.
Ma la Casa Rossa, è precipitata nella trascuratezza e nell'oblio. Questo da diversi decenni. Mette tristezza vedere infatti un luogo che brulicava di persone e di rapporti commerciali intensi, abbandonato in uno stato di incuria intollerabile, con l'aggravante di quella cornice incolta e inquietante che sarebbe il parco dell'Università degli studi di Trieste, ex seminario arcivescovile.
Il Piccolo ha recentemente raccolto lo sfogo impietoso del gestore del bar che campeggia in mezzo al piazzale, assurto ad una sorta di Don Chisciotte in lotta contro i mulini a vento dell'Amministrazione Comunale. Egli ha denunciato tra l'altro, inoltrando peraltro degli esposti formali al Comune, le condizioni igieniche inaccettabili in cui vive un anziano clochard che trova riparo in un vecchio negozio in disuso dal tetto in eternit, ed il dilagare della vegetazione incolta che favorisce l'abbandono colpevole di rifiuti.
Ma il problema non è solo del singolo esercente ma della città intera, che di questo enorme spazio asfaltato non sa più che farsene. A parte il mercato quindicinale degli ambulanti la vita in quest'area, è ormai lo squallido biglietto da visita della città per chi vi arriva dalla Slovenia: il piazzale è kaputt. Che fare? Oltre che ad intensificare la frequenza del mercato, lo spazio - viste le dimensioni - potrebbe ospitare dei concerti che in ragione della dislocazione non disturberebbero i fautori del "no se pol" (distubar). Cominciamo da quest'estate. Siamo ancora in tempo.

Rossella Dosso

Ultimi articoli:

Il 2020 sta per finire, finendo però nel peggiore dei modi, con un forte terremoto registrato ieri intorno all'ora di pranzo. Quest'anno sarà sicuramente ricordato come il peggiore degli ultimi decenni, con una tragica pandemia ben lontana dall'essere debellata.

Che quell'anno sarebbe stato funesto lo capirono in molti guardando il cielo: a notte fonda apparve una cometa sopra la mole pallida del castello di Gorizia. Era il 1682, la cometa era quella di Halley, che da millenni preannuncia sciagure all'umanità. Gio Maria Marusig, goriziano patocco, nato nel 1641, sacerdote, disegnatore e cronachista...

Siamo stati i primi (il 16 dicembre) a comunicare la notizia sulle sedi di vaccinazione nel FVG. Come stanno ripentendo altri media in questi giorni, nella (ex) Provincia di Gorizia, le prime vaccinazioni, che riguarderanno il personale sanitario, si terranno presso l'Ospedale di Monfalcone.A tal proposito il primo cittadino di Gorizia commenta che...