CASO JERMANN-ANTINORI E NANISMO PRODUTTIVO

23.06.2021

Il direttore de Il Piccolo e del Messaggero Veneto, Omar Monestier, centra il problema dell'esodo delle più celebri cantine del Collio, come la Conti Attems, Conti Formentini, Puiatti, Borgo Conventi e pochi giorni fa la prestigiosissima Jermann passata in mani toscane. I francesi della Borgogna stanno mettendo le mani sulla Brda slovena.

Nanismo dice Monestier: malattia regionale e anche nazionale, certamente. In particolare però il Collio è ormai un marchio e non un territorio capace di sfruttare appieno tutte le sue peculiarità. Uno dei tesori della ex-provincia di Gorizia che non riesce a fare sistema: "si bussa alla Regione - afferma Monestier - per chiedere soldi per i consorzi i quali poi rifiutano ogni collaborazione con gli altri consorzi". A cosa servono i consorzi? Si domanda Monestier. Intanto, ogni azienda per quanto brillante, dinamica e di eccellenza va per conto suo.

Ricordiamo in proposito quella bella iniziativa che era partita da alcuni prestigiosi produttori del nostro territorio e che si chiamava Il Piccolo Collio, stoppata a suon di carte bollate dal Consorzio Collio, come se questo nome fosse un proprietà privata e non definisse un territorio geografico.

A sostegno di quest'ultima tesi c'è anche la candidatura del nostro più pregiato territorio vitivinicolo a Patrimonio Unesco: "Una candidatura transfrontaliera - dice uno dei promotori, il consigliere regionale Diego Bernardis - che nasce proprio dal paesaggio che l'uomo e la vite hanno modellato nel corso dei secoli e che costituisce un unicum assoluto".

Manca un cabina di regia, una struttura che faccia del brand Collio il motore della valorizzazione di un territorio prezioso. Mentre si attendono - inutilmente - interventi in proposito della Camera di commercio della Venezia Giulia e dello stesso Consorzio si spera che un segnale positivo possa venire da quell'"Unione dei Dieci campanili" che dovrebbe mettere in sinergia operativa Cormons, Capriva, Mossa, Dolegna, San Floriano, San Lorenzo, Farra, Medea, Mariano, Moraro.


GORIZIA3.0