CCIAA: L’EMERGENZA COVID-19 NON ESISTE IL FONDO GORIZIA NON SI TOCCA

07.05.2020

Con sorrisi smaglianti i capi della Cciaa della Venezia Giulia annunciano urbi et orbi che l'emergenza non c'è e che tutto va bene così com'è. Il Covid è stato un sogno. E si sogni Ziberna e il resto dei questuanti interventi straordinari: i milioni del Fondo Gorizia non si toccano finchè Trieste non ha ben capito come e soprattutto dove usarli.
Nonostante gli appelli per provvedimenti d'urgenza a sostegno di un'economia prostrata in particolare in provincia di Gorizia vengano da amministratori solitamente usi al rispetto delle istituzioni della destra e della sinistra Isonzo, i vertici della cciaa che fu di Gorizia ci spiegano che è tutto a posto. Che realizzeranno quando sarà opportuno interventi da anni in cartellone sul povero Mercato Coperto e l'Università nella logica stringente che è quella di imbiancare strutture che stanno crollando per mancanza di progettualità generale.
Il ragionamento dei capataz triestini, come appare oggi su Il Piccolo, è ridicolo: nessuno ha mai pensato di distribuire i milioni del Fondo Gorizia (60 secondo Claudio Polverino, 48 secondo Paoletti, 12 ballano qui e là e forse meriterebbero qualche precisazione) a ciascuna delle 17 mila imprese - parole di Medeot - dell'Isontino. Si tratterebbe di miserabile carità, che nessuno ha chiesto.
Gli strumenti finanziari a disposizione del territorio e di proprietà dei goriziani devono essere mirati, per esempio ai settori che sono stati maggiormente colpiti dalla pandemia. Un esempio, quello ristorativo e quello turistico, spesso ridotti alla chiusura: e lo sanno benissimo in Cciaa. Ma andrebbero anche inquadrati in un discorso più generale che veda lavorare insieme imprenditori del settore, comuni, Regione e Fondazione Carigo, da tempo muta. Figurarsi.
GORIZIA3.0