CICLISMO E CORSO ITALIA

16.11.2021

Lo stravolgimento di Corso Italia, la cartolina più rappresentativa della città, ha provocato una sollevazione popolare la cui portata ha coinvolto, travolgendo Ziberna che tale determinazione ha inopinatamente preso, chi il viale lo percorre in auto ed è costretto a infilarsi in un budello talmente brutto e oggettivamente incomprensibile da essere angosciante.Coloro che - in particolare gli anziani - usano i mezzi pubblici le cui fermate valle a piglià, chi deve intervenire in circostanze di soccorso e di emergenza, coloro che per spostarsi da un posto all'altro devono fare il giro del mondo, i negozianti che hanno subito il tracollo degli affari. Ha coinvolto un pò tutti e anche i ciclisti che il senso unico avevano accolto sventolando le bandiere e che ora, sostenuti da quattro amici al bar, raccolgono firme per un referendum che dovrebbe interrogare i cittadini sulla permanenza o meno delle ciclabili sulla carreggiata.Ciclabili che secondo fantomatici progetti cicloturistici del GECT e affini dovrebbero fare di Gorizia il nodo tra Grado - Caporetto - Klagenfurt passando opportunamente per Gorizia e dei quali non si vede neppure l'ombra: ma ce li hanno ficcati in Corso Italia, con molta retorica ecociclistica, rovinando l'arteria principale di Gorizia.Dopo una petizione ai cui promotori il Sindaco non ha mai risposto, si aggiungerebbe dunque un referendum di segno opposto, che ai proponenti Ziberna questa volta ha risposta - visti i suoi consensi in picchiata - che no, le ciclabili non vanno bene dove stanno e che vanno rimesse sui controviali. Entrambe le iniziative segnalano una gravissima carenza di confronto con i cittadini e con le categorie interessate da parte di una Giunta evanescente ma soprattutto del Sindaco che, pedalando sopra le più elementari regole democratiche, non ha mai portato al vaglio dello stesso Consiglio Comunale - e figurarsi dei cittadini - la decisione di stravolgere la funzionale viabilità e il caratteristico fascino di Corso Italia.Se il referendum dovesse svolgersi per davvero c'è da chiedersi quale sarebbe nella circostanza la posizione di Ziberna che, dopo aver imposto il senso unico con le ciclabili in strada, si troverebbe a sconfessarne il provvedimento. Nè potrebbe sostenere il doppio senso di marcia una volta che lo ha avversato fino all'inverosimile, ha sprecato decine di migliaia di euro per stravolgere il viale e per riportarlo a com'era, ha irriso i promotori che gli hanno sventolato sotto il naso 2.108 firme di contrari al senso unico stesso.Tutti a casa.

Ermes Dosso