CONFERENCE, FIERE E DINTORNI VENTI POCO FAVOREVOLI

21.01.2020

Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa dove andare, diceva Seneca. Come dire: dove mai vogliamo andare se non ci poniamo degli obiettivi? E Gorizia purtroppo, tolta la candidatura a Capitale Europea della cultura 2025 a rimorchio di Nova Gorica, di obiettivi non se ne pone, contentandosi di vivacchiare, galleggiando, senza saper imprimere slancio alle sue tante vocazioni, che sono in primis quelle che per storia, cultura, collocazione geografica dovrebbero legittimarne un ruolo internazionale rilevante. Per il quale tra l'altro il Conference centre del Polo universitario di via Alviano era nato quasi vent'anni fa e che appare invece, come la Fortezza del Deserto dei Tartari, svuotato di ogni significato pratico tanto che molti ne ignorano finanche l'esistenza. Conference Center che, apprendiamo, a seguito del summit non propriamente internazionale, ma quello "domaci" che si è svolto nei giorni scorsi tra Comune, Camera di Commercio, Regione e Poli universitari triestino ed udinese dovrebbe portare, usando un termine che pare sottendere una trasformazione rivoluzionaria e quasi nobilitante, ad una riconversione. Che lo "eleverà" ad una destinazione d'uso - ci sia consentito - aberrante: al suo posto ne saranno ingloriosamente ricavate delle aule. Pane al pane e vino al vino: ci sta che gli enti "non indigeni" possano aver partorito tale decisione, visto l'interesse solo indiretto e francamente scarso rispetto alle sorti della nostra città. Che il Comune allarghi le braccia e si conformi è però inquietante perché tale determinazione non rappresenta soltanto la pietra tombale sulla destinazione di una struttura di straordinaria funzionalità, ma rappresenta invero e non soltanto simbolicamente il de profundis al ruolo , in chiave europea e transnazionale, al quale Gorizia stessa non può e non deve rinunciare.

Rossella Dosso