CONOSCERE GORIZIA: FONDAZIONE CORONINI 1 UN OMAGGIO A GUGLIELMO, GORIZIANO VERO

02.10.2019

Amava Gorizia senza se e senza ma il Conte Guglielmo Coronini, un grande goriziano: "Il patrimonio storico artistico riunito nei secoli dalla mia Famiglia- si legge nel suo testamento - completato e ricostituito a mia cura, non deve essere disperso ma servire al pubblico godimento ed all'educazione culturale della collettività. Il palazzo Coronini Cronberg con l'annessa Cappella gentilizia (...) con tutto l'arredamento, mobili, quadri, sculture, archivio, biblioteca e collezioni varie di mia proprietà (...) insieme al parco (...) costituiranno un complesso museale intangibile e inalterabile, accessibile al pubblico a perpetuo ricordo della mia Famiglia e ad ornamento e attrattiva della mia città".Da questa donazione nacque la Fondazione Palazzo Coronini Cronberg, è una onlus nata nel 1990 per volontà del conte. Lo scopo era - ed è - quello di rendere accessibile alla Città di Gorizia l'immenso patrimonio della famiglia Cronberg, cominciando dal Palazzo con l'annesso enorme parco ed il patrimonio artistico-culturale presente all'interno.In questo momento, la gestione viene concessa all'organo collegiale (denominato Curatorio), composta da profili importanti, tra i quali troviamo il Presidente temporaneo, ovvero il Sindaco di Gorizia, il Soprintendente delle belle arti dell'FVG, l'Assessore Regionale all'Istruzione e alla Cultura, il Direttore della Biblioteca Statale Isontina, il Direttore dei Musei Provinciali di Gorizia, due componenti effettivi e due supplenti residenti nel Comune di Gorizia, ma con comprovate competenze nel campo storico-artistico.La Fondazione provvede alla gestione, miglioramento e promozione del cosiddetto patrimonio immobiliare e materiale della tenuta Coronini-Cronberg. Ciò consiste nel mantenimento, restauro e naturalmente all'apertura dei locali al pubblico con mostre ed eventi volti ad attirare un pubblico di visitatori sempre più grande. La Fondazione ricava alcuni introiti con il gettito che le viene garantito dai visitatori, ma vive soprattutto grazie ai molteplici finanziamenti pubblici. Negli anni, la Fondazione ha beneficato di diversi finanziamenti, volti al rinnovamento e sviluppo dei locali della Tenuta e del proprio repertorio storico/culturale. Nel corso degli anni sono stati restaurati beni immobili (la tenuta stessa ed altri immobili - anche non adiacenti) e mobili (dipinti, ed altri reperti culturali). Come detto, ciò è stato possibile grazie alla vendita di immobili sparsi in Italia e all'estero, a tanti finanziamenti Regionali e privati (con la partecipazione di varie realtà provinciali e soprattutto goriziane), che hanno garantito liquidità alla Fondazione per la gestione dei propri beni. In questo momento, la Fondazione si sta impegnando nel mantenimento della Tenuta con la riqualificazione del parco, della struttura stessa e del rispettivo repertorio artistico (ceramiche, dipinti, stampe e disegni, mobili ventagli, tessuti, ecc.). Altri immobili sono presenti tutt'attorno alla città, dove la Fondazione gestisce il restauro della bellissima Villa Louise (in largo Giordano Culiat) che sarà restaurata a spese della Regione e della Casa Rassauer (in borgo castello), che è stata gravemente danneggiata da un incendio nel 2017.Inoltre, la Fondazione si promuove mediante varie attività culturali, mostre & eventi, concessioni per eventi privati (matrimoni, cerimonie, eventi di business), che le garantiscono liquidità, ma soprattutto visibilità nazionale ed internazionale. Ricordiamoci, che il famosissimo critico d'arte Vittorio Sgarbi è un ospite frequente della Fondazione. Ricordiamoci pure, che lo stesso Sgarbi ha più volte elogiato Gorizia per la sua bellezza, storia e soprattutto cultura. Ci chiediamo come sia possibile che l'immenso patrimonio artistico-culturale che questa città detiene non venga appieno apprezzato (e talvolta nemmeno conosciuto) dai Goriziani stessi? Com'è possibile che alcuni personaggi esterni (non necessariamente Sgarbi) ne sappiano di più della nostra storia rispetto a noi stessi? Ricapitolando, con le azioni sopraelencate si dovrebbe riuscire a garantire un futuro al nostro immenso patrimonio, sperando, però, che esso possa rimanere per sempre in buone mani (goriziane) e soprattutto lontano dagli scippi politici attuati in precedenza con i (ahimè) Musei Provinciali, svenduti all'ERPAC e altre azioni infelici.

MARTIN NOVAK

Una foto giovanile di Guglielmo Coronini