CORONAVIRUS, CONFINE E ZONA FRANCA INDIETRO IN ORDINE SPARSO

11.06.2020

Ma un ragionamento più ampio sulla Zona Franca, no? A Gorizia ognuno gioca la sua partita in solitaria, tradizione consolidata da decenni al fine di raggranellare qualche voto con risultati zero. Se ne sono sentite di tutti i colori mentre la ex provincia tace: anche tra i comuni dell'Isontino ognuno gioca la sua partita, a questo punto piuttosto miseranda.

E' possibile che non ci si rifaccia alle particolarità di questo territorio, in cui venne istituita la Zona Franca per ricostruire un tessuto economico dopo la Seconda Guerra Mondiale, che aveva tagliato in due Gorizia e l'aveva privata di quattro quindi della sua provincia, con peculiarità linguistiche e culturali tanto forti e particolari da risultare alla base dell'autonomia della regione Friuli Venezia Giulia?

Una situazione unica nel quadro delle province italiane, che fu nuovamente sancita e incardinata nel 75 nella cittadina marchigiana di Osimo in un contradditorio Trattato di cui se non andiamo errati, esistono ancora capitali e finanziamenti mai adoperati (su questo argomento gradiremmo essere contraddetti).

L'idea di una zona franca d'emergenza ci sembra plausibile per rimettere in moto un'economia che, lo ripetiamo per l'ennesima volta, era già agonica PRIMA del coronavirus: figu-riamoci adesso. Il nostro confine - perché di tale purtroppo si tratta come sta ampiamente dimostrando Lubiana - non è come quello francese che separa due regimi fiscali in fondo simili: tra Gorizia e Nova Gorica c'è un solco fiscale che potrà diventare abisso nei mesi a venire.

Gorizia e Trieste dovrebbero fare fronte unico in sede di governo italiano e in Europa per far riconoscere la particolarità assoluta di questo territorio italiano. Cinque, dieci anni di regime speciale per una zona in cui ai danni del coronavirus si aggiungono quelli di tassazioni tragicamente dispari. Su un progetto globale di rilancio. Si mettano d'accordo parlamentari, senatori, eurodeputati del FVG.

Infine: c'è evidentemente qualcuno cui l'idea dell'emergenza non aggrada: vedi in proposito il deciso no alla richiesta di usare il Fondo Gorizia per rimettere in piedi l'asfittica economia cittadina e provinciale.

Come dicono gli americani, segui l'odore dei soldi e arrivi al capoluogo della "Venezia Giulia".

Gorizia3.0