CORSO ITALIA A SENSO UNICO? QUALCHE DOMANDA

22.07.2020

La decisione del Comune di Gorizia di rendere il Corso Italia a senso unico in entrata risolve alcuni problemi di viabilità e vivibilità ma manca di una visione d'insieme che dovrebbe partire dall'esame storico- topografico di Gorizia, così diversa da altre città per la sua identità policentrica.
Gorizia ha un centro storico che è nato sul colle del Castello e dintorni e che si è poi sviluppato nel-la cerchia che va all'incirca da Palazzo Attems fino a Palazzo Lantieri passando per via Rastello: luoghi che le ristrutturazioni avvenute dagli anni '90 in poi ha reso presentabili, al di là delle critiche possibili e legittime: qualcuno ricorderà com'era ridotta piazza Vittoria prima del rifacimento: un parcheggio dissestato, tipo l'attuale Piazzale della Casa Rossa. Di quel progetto di riassetto urbanistico faceva parte anche la salita meccanica al maniero.
Nell'Ottocento e nel Novecento la città si è allungata verso la nuova stazione ferroviaria e Corso Verdi e Corso Italia sono diventati il centro commerciale della città, le vie della "movida". Ma pensiamo anche alla stupenda e abbandonata Piazzutta, alla purtroppo agonizzante via Carducci, alla desertica Piazza Vittoria, a Montesanto. Una città policentrica e senz'altro difficile da gestire urbanisticamente.
Ma Gorizia è questa, costruita nei secoli dai goriziani: se il Corso Italia è la porta d'entrata, senz'altro di una certa bellezza, non si capisce perché debba subire quello stop improvviso in Corso Verdi, che costringe l'eventuale e turista a dispersivi contorcimenti per raggiungere piazza Vittoria, le vie e i luoghi più pregiati della nostra città. Una via di scorrimento che è l'arteria giugulare, che se non avesse interruzioni collegherebbe velocemente i vari "centri", i monumenti più prestigiosi, sempre che siano ben segnalati e reclamizzati.
Il tratto a senso unico di Corso Verdi che potrebbe portare fino all'ex ghetto consentirebbe anche il posteggio temporaneo a vantaggio del commercio già così asfittico di Gorizia. Serve quell'interruzione che avrebbe dovuto favorire il commercio e che per la maggior parte della settimana è vuota o quasi? E' una domanda: la risposta sottintende un ragionamento sul futuro stesso della città. Forse è pretendere troppo?
Gorizia3.0
Foto dal web: Pro Civitate Christiana