CORSO ITALIA: HA UN SENSO IL SENSO UNICO? di Giulia Roldo

11.11.2020

Sempre più spesso, mentre scorro le pagine dei quotidiani locali, mi sembra di sentire in sottofondo uno dei ritornelli più famosi di Vasco "Sai che cosa penso, che se non ha un senso, domani arriverà... Domani arriverà lo stesso" e mi rendo conto che ogni giorno di più questa canzone diventa il leitmotiv di questa amministrazione, specie adesso che si parla di senso unico in corso Italia. Per carità, nessuno è perfetto, errare è umano, ma come tutti sanno...perseverare è diabolico.


Se infatti la questione della trasformazione del mercato-coperto ha sconvolto gli animi goriziani, la vicenda non è servita da lezione alla giunta, che continua a prendere decisioni che sembrano andare contro non solo al buon-"senso", ma anche e soprattutto al volere dei cittadini. Mi riferisco in questo caso alla scelta bizzarra e piuttosto assurda, di introdurre un senso unico in Corso Italia, quello stesso corso creato all'epoca dei Ritter per intenderci, allo scopo di avere un'arteria che semplificasse (appunto!) la viabilità collegando il centro cittadino e la Stazione Ferroviaria.


Corso Italia nel 1916 quando era ancora noto come Corso Franz Josef. In seguito assunse anche altri nomi: Corso Vittorio Emanuele III, Corso Muti, Corso Tito e Corso Roosevelt. Questa scelta è stata giustificata perché "consentirà di valorizzare al meglio questo importante asse cittadino" e perché "i caratteristici controviali saranno liberati dalle piste ciclabili e potranno essere fruiti al meglio dalle passeggiate". E sì perché adesso effettivamente si sta stretti ragazzi...anzi, introdurrei pure un elimina-code altrimenti ci si spinge.


Mi chiedo, non era forse più logico lasciare la viabilità inalterata e limitarsi a rimuovere una fila di parcheggi per introdurre la pista ciclabile? Ragion di più che partiranno a breve i lavori per la realizzazione di un mega parcheggio proprio in centro, quindi la necessità di questi posti auto viene ulteriormente meno. Mi chiedo inoltre, se non ci si sia resi conto che si raggiungerà la paradossale situazione per cui aumenterà il traffico cittadino, poiché si renderà necessario compiere una sorta di giro dell'oca anche solo per percorrere dei brevi tratti.


Corso Italia oggi, all'altezza dell'incrocio con via XXIV Maggio e via IX Agosto. Tra l'altro mi domando, se il corso sarà a senso unico, dove ricadrà il traffico in uscita dal centro? Su via di Manzano che già è piena di code nelle ore di punta? Che idea meravigliosa. E che idea economica, solo qualche decina di migliaia di euro per la fase sperimentale, ma tanto, in tempo di crisi, a cos'altro possono servire?


Senza contare l'ennesima inversione dei sensi unici: prima quello tra via Dante e via Petrarca, adesso quello tra via Canova e via Buonarroti...Cui prodest poi? Infine, mi domando perché -a proposito di viabilità- proprio non si voglia porre rimedio piuttosto all'obbrobrio cittadino maggiore, ossia la fantomatica rotonda della stazione e quella di via Aquileia, che creano il contorto tragitto che -sempre stile giro dell'oca- costringe chi deve recarsi in ospedale a compiere un arzigogolato su&giù per raggiungere il nosocomio.


Corso Italia, sempre quando era ancora Corso Franz Joseph, in una cartolina del 1909. Quanto a scelte senza "senso" ci sarebbe molto altro da dire purtroppo, dal tentativo di eliminazione del consorzio universitario alla trasformazione dell'ex-ospedale in carcere europeo; sembra una lista di scelte casuali senza filo conduttore, senza un progetto, senza una visione, in attesa della scadenza del mandato.
Non resta che farci cullare da Vasco "Voglio trovare un senso a questa situazione, anche se questa situazione un senso non ce l'ha ..." finché "Domani è un altro giorno arriverà..."


Giulia Roldo


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