Cossar Ranieri Mario (1884 - 1963)

27.02.2020

Ranieri Mario Cossar nacque a Gorizia il 16 ottobre 1884.

Non è facile definirlo: studioso, scrittore, storiografo, etnografo, cultore d'arte? Certo egli fu tutto questo, ed altro ancora: uomo di cultura nel senso più ampio del termine, appassionato ricercatore e documentatore della vita locale in ogni suo aspetto. Cossar cominciò a pubblicare giovanissimo, appena diciottenne, e da quel momento alternò periodi di studio e di ricerca (specie nel campo folkloristico e storico) ad altri di attività di salvaguardia e conservazione del patrimonio artistico e museale. Curò infatti, in diversi periodi, l'allestimento dei musei di Capodistria, Parenzo e Gorizia, il riordino della biblioteca di Parenzo, i lavori per la ricostruzione e il restauro del castello di Gorizia. Prima insegnante, poi direttore del museo della Redenzione e del museo di storia e arte di Gorizia, infine impegnato presso la sovrintendenza ai monumenti, alle gallerie e alle antichità di Trieste, trovò sempre il tempo per lo studio e contribuì alla conoscenza di episodi e momenti della storia, cultura, arte, tradizione popolare e vita quotidiana di Gorizia e della sua provincia. 

Molti scritti di Cossar apparvero su riviste e giornali: fu infatti collaboratore di oltre cinquanta testate, tra cui l' "Archeografo triestino", la "Porta orientale", "Studi goriziani" e "Il Piccolo". Tra le sue opere di più ampio respiro va citata almeno la Storia dell'arte e dell'artigianato in Gorizia, pubblicata nel 1948 a cura del Comune di Gorizia, ancora oggi insostituibile strumento di lavoro. Notissima la sua raccolta di memorie spicciole goriziane, ricordi del tempo andato disposti secondo il susseguirsi delle stagioni, che è Gorizia d'altri tempi, cui è seguita poi l'altrettanto fortunata silloge Cara vecchia Gorizia a cura di Sergio Tavano, che raccoglie in volume vari saggi apparsi su riviste e giornali. Non vi fu si può dire campo della storia e della tradizione locale in cui Cossar non spaziasse: fu autore di quasi novecento scritti. Fu anche poetico interprete dell'anima goriziana nelle sue raccolte di leggende e storiutis di Gorizia. "Grave lutto nel mondo culturale goriziano": così titolava "Il Piccolo" dando notizia della sua morte, avvenuta a Trieste il 4 dicembre 1963. Gorizia ha ricordato il suo nome intitolandogli l'Istituto professionale di Stato per il commercio. La via Cossar lo accomuna invece al fratello Giovanni, fondatore e primo direttore dei Musei Provinciali, e porta il nome di "Fratelli Cossar".