Culiat Giordano (1920-1947)

10.02.2020

La mattina del 29 luglio 1947, la notizia di un incidente d'auto avvenuto nella notte e delle sue tragiche conseguenze percorreva la città: era morto il presidente dell'Associazione Giovanile Italiana, Giordano Culiat. Gorizia si stava allora avviando verso la normalità; il trattato di pace era stato sottoscritto dal governo italiano il 10 febbraio e di lì a pochi giorni, il 31 luglio, sarebbe seguita la ratifica da parte del parlamento. Erano tutte tappe difficili, sofferte, che portavano però verso la conclusione della lunga serie di occupazioni straniere della città e della disperata mobilitazione dei goriziani per continuare ad appartenere all'Italia. L'AGI, che aveva svolto un ruolo determinante in questo senso, con un continuo impegno dei suoi associati, si era indirizzata verso un'azione sociale e culturale che affiancava l'immutato ideale patriottico. Di questa attività - che in quegli anni del dopoguerra costituiva spesso non un'alternativa ad iniziative pubbliche, ma l'unica possibilità esistente - fiore all'occhiello era la colonia estiva realizzata a Paularo, dove nel 1946 avevano soggiornato trecento bambini goriziani che nel 1947 diventarono milleduecento. I responsabili dell'AGI si recavano frequentemente a verificare il buon andamento della colonia. Fu appunto al ritorno da una di queste ispezioni che la vettura su cui viaggiava Giordano Culiat si schiantò contro un camion fermo a luci spente lungo la strada, nei pressi di Manzano. Accecato dai fari abbaglianti di un'auto che passava nell'altro senso, il conducente non potè vedere l'ostacolo. La non elevata velocità del mezzo fece sì che l'autista e uno dei passeggeri riportassero solo lievi ferite, ma Giordano Culiat, ferito gravemente alla testa, spirò poco dopo il ricovero all'ospedale di Udine. Aveva ventisette anni. Giordano Culiat, che era nato nel 1920, aveva aderito all'AGI fin dalla prima assemblea con cui si era costituita l'associazione; consigliere nel primo consiglio direttivo, instancabile attivista ed organizzatore, vicepresidente, fu eletto presidente il 25 agosto 1946. Fu membro del "Comitato di emergenza" costituito dal C.L.N. nel settembre 1945 per il coordinamento delle attività di difesa dell'italianità di Gorizia. Giornalista, era corrispondente da Gorizia de "La Voce libera", e come tale combatteva anche con la penna la sua battaglia. "Quanti manifestini dettò? Quante notti passò nella tipografia a stamparli clandestinamente? Quante volte uscì egli stesso ad affiggerli e lanciarli nelle zone più pericolose? E alle dimostrazioni di marzo lo vidi raggiante per la gioia infinita d'aver scorto finalmente conseguita la meta d'aver fatto scattare in piedi nella propria difesa tutto il popolo di Gorizia". Così lo rievocò Carlo Pedroni in Cronaca di due anni. "Giordano Culiat vivrà nel nostro ricordo con lo splendore della sua giovinezza, finché fremeremo al racconto dei fatti che formano oggetto di questa 'cronaca'." Pochi giorni dopo la sua morte, venne intitolata al suo nome la colonia di Paularo. In seguito, nel 1960, il consiglio comunale deliberò l'intitolazione al suo nome del largo alla confluenza delle vie Diaz, Cadorna, Oriani e Brass, e in cui aveva sede l'Associazione Giovanile Italiana. Era il 16 settembre, l'anniversario della seconda redenzione di Gorizia, per cui Giordano Culiat si era adoperato e che non aveva avuto la gioia di poter vedere.