CULTURA: OGNUN PER SE' E DIO PER TUTTI

11.08.2019

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Sotto riportato l'Articolo del 11/08/2019

La cultura e l'arte la fanno da padroni, a Gorizia: una città piena di tesori che aspettano di essere ammirati. Girando per la città si possono trovare delle vere gemme preziose nei luoghi più antichi e più belli della città, come palazzo e parco Coronini, la stupenda pinacoteca di Palazzo Attems, il Castello e, nel suo borgo, il Museo della guerra e quello della moda e delle arti applicate. Tutti ospitano oggetti di pregio e materiale interessantissimo, ma ognuna di queste istituzioni funziona in solitaria, senza sinergie con le altre, che permetterebbero di offrire un'offerta turistica e culturale importante a vantaggio anche del settore commerciale. Tranne il castello, attrattiva principale della città e fortunatamente beneficato da una serie di percorsi interni realizzati già negli anni '90. Gli altri siti non brillano certo per il numero di visitatori. Vi è un grosso problema, a monte: la mancanza di dialogo, di collaborazione tra le diverse realtà territoriali e una visione complessiva e completa che possa metter d'accordo le varie realtà. Ognuna è un'isola e fa per conto suo. Talvolta su qualche iniziativa, quasi sempre minore si collabora, ma senza sistematicità. Non si programma insieme su progetti pluriennali ma neppure da un anno all'altro, non si organizzano grandi mostre in collaborazione, soprattutto non si istituzionalizza finalmente un "museo diffuso", capace di promuovere le grandi potenzialità goriziane al di là dell'Isonzo e del Vipacco: un'operazione che garantirebbe un certo afflusso di turisti durante tutto l'anno. Per fare un esempio: come è possibile che, visitando il Museo della guerra di Gorizia non si venga informati in modo evidente, continuativo promozionale per tutto il territorio Goriziano in senso lato dell'esistenza di analoghi musei? Quello di Redipuglia, i percorsi della Prima Guerra Mondiale, le famose Cannoniere, quello del San Michele? Ma anche quello di Caporetto, che sta conoscendo un buon successo. Ma se sono i musei della stessa città a non comunicare tra di loro, se non occasionalmente? Da una parte ci sono gli ex Musei Provinciali, che fanno capo all' ERPAC (poiché quasi nessuno lo sa, lo diciamo: significa Ente Regionale Patrimonio Culturale) la cui gestione è dunque nei fatti in mano all'assessorato regionale con sede a Trieste, quasi che il Comune di Gorizia non avesse titoli, capacità per gestire questo tesoro fatto e costruito dai goriziani. Ma tralasciamo per ora l'argomento, sul quale torneremo presto. C'è poi la Fondazione Coronini-Cromberg, che si definisce autonoma ma autonoma non è essendo legata mani e piedi per i finanziamenti a istituzioni elettive come la Regione e il Comune (e un tempo c'era anche la ex Provincia di Gorizia). C'è il Comune con il Castello e la Fondazione Cassa di Risparmio e la Biblioteca Statale Isontina, che conserva ad esempio il Fondo Michelstaedter ed è peraltro sempre collaborativa. Queste entità slegate tra loro dovrebbero iniziare a mettersi assieme, a far rete, a progettare e realizzare iniziative comuni. Invece no! Sembra che non ne vogliano sapere di collaborare. Perché? Qualcuno ce lo può spiegare? Basterebbe intanto realizzare quello che comunemente si definisce: BIGLIETTO UNICO. Come è possibile che a Gorizia, dove ci sono musei propriamente detti e siti culturali di pregio, a differenza di molte altre città italiane, non esista tale modalità d'accesso? I benefici sarebbero tanti: intanto si informa il visitatore dell'esistenza di altri Musei. Poi, attuando uno sconto sui biglietti, si invogliano i più pigri a visitare anche gli altri siti. Ma perchè limitarsi a Gorizia? Prima abbiamo citato i musei della guerra. A proposito di questi, si potrebbe introdurre un unico biglietto, che renda consapevole il visitatore dell'esistenza di altri musei relativi a quel tema, invitando così i visitatori a recarsi anche nelle altre località. 

Rossella Dosso


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