DA PONTE LIBRETTISTA DI MOZART E LA BELLA LOCANDIERA GORIZIANA

30.01.2021

Librettista di Mozart - per le nozze di Figaro, il Don Giovanni e Così fan tutte - letterato, poeta, Lorenzo Da Ponte giunse a Gorizia nel settembre del 1779. Di famiglia ebraica, si convertì ancora giovane al cattolicesimo e nel 1773 fu ordinato sacerdote. Trasferitosi a Venezia ebbe un'amante che gli diede due figli e, con l'accusa di "pubblico concubinaggio", nel settembre del 1779 - ci informa - "riparai a Gorizia, allora austriaca, e subito mi innamorai di questa città". Introdotto negli ambienti culturali e nobiliari pubblicò la canzone Le gare degli uccelli, due poemi, tradusse in italiano i Fasti goriziani del Conte Rodolfo Coronini Cronberg, e scrisse il poemetto La difesa delle donne, suscitando l'ira dei Conti Nicolò ed Antonio d'Attems per alcuni giudizi non proprio lusinghieri sui loro trascorsi. Tanto da indurli a presentarsi, armati di bastoni, nella casa dello stampatore Valerio dè Valeri, dove il Da Ponte era ospite. Particolarmente pittoresca è la sua testimonianza dell'arrivo a Gorizia, quando incontrò "nella prima locanda che trovai" una bellissima locandiera "vestita alla foggia tedesca" che parlava "tedesco o cagnolino". Ciò nonostante - egli ci racconta - si intesero avvalendosi di un dizionario italiano-tedesco e alla fine della serata la locandiera gli disse "Ich liebe Sie" (Io amo voi), che egli ricambiò con l'aggiunta di una congiunzione: "und ich liebe Sei" (e io amo voi). Il Da Ponte rimase nella locanda un quindicina di giorni, ma la loro frequentazione durò "fin c'ella visse, il che fu pel solo spazio di sette mesi" poiché morì a soli ventidue anni "d'una febbre infiammatoria". La giovane rimase nel suo cuore anche dopo la partenza per Dresda nel 1781, come poeta di Corte. La notte prima di lasciare Gorizia, ci confessa "non feci che piangere al solo pensiero di dover lasciare una città, dove io era sì ben trattato da tutti i buoni e dove giunsi talvolta a stimare me stesso". Una bella testimonianza d'affetto.

Rossella Dosso


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