D'Attems Carlo Michele (1771- 1774)

04.02.2020

Carlo Michele d'Attems nacque il 1° (o, secondo altre fonti, il 4) luglio 1711, da Giovanni Francesco d'Attems ed Elisabetta Coronini Cronberg. Era il quinto figlio, e venne indirizzato alla carriera ecclesiastica, mentre a suo fratello Sigismondo era destinato il titolo di famiglia. 

Studiò a Graz, quindi a Modena e a Roma dove si laureò in diritto ecclesiastico al Collegio della Sapienza e dove fu ordinato sacerdote. Il cardinale Imperiali, suo patrono, si adoperò per fargli ottenere una prebenda ecclesiastica: il canonicato di Bettenbrun in Svevia, e quindi quello di Basilea, dove fu anche nominato tesoriere. Pur attivo nell'esercizio del suo ministero, l'Attems cercò di ottenere la nomina a vescovo di Trieste: l'erezione del vescovado di Gorizia gli diede nel 1750 l'opportunità di rientrare nella sua città natale prima come vicario apostolico (1750) e quindi come primo arcivescovo (1752). Il patriarcato di Aquileia costituiva infatti una diocesi troppo vasta perché un presule potesse occuparsene (contava circa un milione di fedeli); inoltre questioni politiche tra l'autorità patriarcale e l'impero asburgico rendevano opportuna una ripartizione che tenesse conto degli attuali confini politici. Anche gli ecclesiastici goriziani auspicavano la creazione di un vescovado di Gorizia: il sacerdote goriziano Vito Gullin aveva destinato in eredità i suoi beni a questo scopo, il barone Agostino Codelli vi unì un'altra ingente somma e donò un palazzo per farne la sede del futuro vescovo. Il 17 agosto 1751 il patriarcato di Aquileia venne abolito e al suo posto furono costituite due arcidiocesi: quella di Udine, con a capo Daniele Delfino, l'ultimo patriarca, e quella di Gorizia, territorialmente più estesa, vescovo della quale fu nominato il 30 agosto 1752 Carlo Michele d'Attems. Fu molto attivo nell'organizzazione della nuova diocesi, visitandone il territorio. Volle una tipografia arcivescovile, chiamando a Gorizia il tipografo Tommasini, fece aprire l'Ospedale di San Raffaele destinato ad accogliere vecchi e fanciulli abbandonati e si adoperò fortemente per l'istituzione del Monte di Pietà, per sottrarre il popolo alla necessità di ricorrere ai banchi di pegni dovendo pagare interessi eccessivi per i prestiti ricevuti: l'apertura del Monte avvenne nel 1753 in un locale messo a disposizione dall'Arcivescovo e prossimo all'arcivescovado. Morì il 18 febbraio 1774.