de-A GORIZIA LE DIMISSIONI NON SONO DI MODA: LA VERA STORIA DELL’AEROPORTO DUCA D’AOSTA

30.11.2020

Il consigliere comunale Franco Zotti chiede le dimissioni del Cda dell'aeroporto Duca d'Aosta, ben sapendo che questa prassi non esiste a Gorizia, le cui poltrone sono inchiodate con l'acciaio alle terga di chi ci siede, di solito girandosi i pollici. Mentre si dà una lustrata al monumento al Duca d'Aosta (chissà cosa pensa di lassù...) la sinistra mette in risalto il disastro di una gestione illusoria, partita con un "piano risanamento" che fin dal primo momento è apparso come una delle solite trombonate goriziane, su cui vive la nostra classe politica.


Il nostro avioporto doveva diventare " Hub aeroportuale" neanche dire "internazionale" anche perchè udite udite in quegli anni vi erano atterrati niente popodimento che Joe Bastianich e tale Mac Donald, inglese, insieme alla famiglia: sensazionale. Più o meno nello stesso periodo la Pipistrel prometteva duecentoquaranta (240!) posti di lavoro nella fabbrica in parte finanziata dalla Cciaa: qualcuno li ha visti?


Al di là di questo il Pd fa le pulci alla penosa gestione dell'aeroporto che basa il suo sostentamento sullo sfalcio dell'erba - si potrebbe affittare a qualche pastore - che però non viene autorizzata. Ma molti goriziani sanno che se negli anni '90 non fossero stati ingannati proprio dal Pd con il conforto essenziale della Lega Nord oggi il Duca d'Aosta sarebbe un vero aeroporto, con tanto di pista di volo e, al posto delle tane di pantegane, avrebbe una Scuola della Guardia di Finanza con 1300 tra dipendenti fissi e allievi. Un investimento equivalente, oggi a oltre 50 milioni di euro. Sulla scelta ci fu un referendum: vinse il no al progetto.
Le motivazioni negative erano tante e spesso deliranti (si parlò anche di "inquinamento culturale" del quartiere di Sant'Andrea prevedendo che molti allievi sarebbero stati meridionali- cfr: Il mio sogno goriziano di Antonio Scarano) e anche neanche dirlo ecologiche: bisognava assicurare un futuro alle pantegane. Uno scatenato Renato Fiorelli, allora consigliere comunale, chiamò all'uopo tale Mattioli, allora ministro verde dell'ambiente che promise immediatamente, in cambio della Scuola, un Centro antisismico da piazzare in Villa Ritter, con tanto di marchingegno atto a riprodurre terremoti in scala ridotta. Più o meno 25 milioni di euro di investimento: qualcuno li ha visti?


Per pietà trascuriamo la comica e recente proposta della Turin Aviation: qualcuno ci ha creduto. Questo per dire come le stanno le cose a Gorizia, che ha un estremo bisogno di dimissioni a raffica e quindi di un cambio politico radicale, in cui le distinzioni tra sinistra e destra siano superati nel nome della salvezza della nostra meravigliosa città.


Gorizia3.0


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