de-GRADO: IL PASSATO ESCE DAL MARE, MEMO PER I SINDACI (PRESENTI E FUTURI)

28.09.2020

Sicuramente avrete sentito parlare un mese fa i quotidiani locali del ritrovamento di un'àncora di epoca romana presso la laguna di Grado. Il reperto, lungo un metro e del peso di centocinquanta chili, è stato recuperato, dopo una serie di ricognizioni subacquee, dagli operatori subacquei della soprintendenza culturale FVG coadiuvati da altrettanti appartenenti al gruppo di studio e divulgazione "La Frontiera Sommersa", a seguito di un'operazione sotto la direzione del funzionario archeologo Paola Ventura per la soprintendenza ABAP FVG. 

Nella zona sono stati anche rinvenuti numerosi elementi in ceramica e frammenti di varie tipologie di manufatti, tutti di epoca romana. In attesa di ulteriori chiarimenti sull'origine di tali resti archeologici; il ceppo d'àncora e gli altri reperti, su cui si è avviata una prima pulizia e documentazione, sono stati presi in carico dalla Soprintendenza e saranno collocati a breve nei depositi SABA FVG ad Aquileia. L'ennesima conferma della necessità di aprire al più presto il Museo del mare di Grado. Che sia, questo articoletto un memo imperituro per l'amministrazione comunale presente (e futura) ad insistere su questa struttura già esistente e peraltro ben organizzata invece di spendere soldi regionali, e locali, in nuove strutture museali dalla dubbia utilità?


DAVIDE POLO