de-L'INUTILE GUERRA DEI RADICCHI PROPONIAMO UN CRU GORIZIANO

16.01.2020

La Rosa di Gorizia è un patrimonio inestimabile della nostra città, erede di una tradizione agricola secolare che Gorizia in gran parte ha perso: qualcuno si ricorda ad esempio degli asparagi di Sant'Andrea? Chi rimembra che Gorizia era la sede delle Doc Isonzo e Collio fino al 1982?Nel 2018 in seno all'istituto Tecnico Agrario "G. Brignoli" di Gradisca d'Isonzo è nato il Consorzio che riunisce i coltivatori di un altro radicchio pregiato, chiamato la Rosa dell'Isonzo (marchio registrato). 

Un ottimo prodotto che entra però in concorrenza con la Rosa di Gorizia che dal 2018 gode finalmente di un riconoscimento ufficiale: si chiama così soltanto quella coltivata entro i confini del comune e i cui produttori si sono riuniti da tempo nell'Associazione produttori Rosa di Gorizia e Canarino. La Rosa dell'Isonzo invece è prodotta anche in provincia di Udine (vedi mappa catturata dal loro sito).Una concorrenza inutile e dannosa per entrambe che però esistono e sussistono e che quindi dovrebbero accordarsi sotto un'autorevole guida regionale per dare vita a un disciplinare di produzione comune in cui venga giustamente riconosciuto il territorio del Comune di Gorizia quale zona originaria e di qualità estrema. Solleviamo problematiche serie che dovrebbero stare a cuore a tutti i goriziani e non trascurate con un'alzata di spalle. Il Cru del radicchio rosa regionale sarebbe quindi il Comune di Gorizia e l'omonimo radicchio. La Rosa di Gorizia ha una produzione ovviamente limitata e ha già ora un prezzo più alto di quello de La Rosa dell'Isonzo. Quest'ultima ha una produzione quantitativamente superiore ma, essendo quasi indistinguibile ai profani, spesso ingenera confusione nel consumatore ( e nel rivenditore...).Economia e storia vanno avanti senza di noi, ma questo nostro radicchio di pregio mondiale e la Ribolla Gialla dei viticoltori di Oslavia rimangono dei must goriziani che dovrebbero impregnare dei loro sapori la comunicazione turistica della nostra città*. 

NELLA FOTO: I LUOGHI DI PRODUZIONE DELLA ROSA DELL'ISONZO

GORIZIA3.0