de-NIENTE STAFFETTA ALLA CCIAA: PAOLETTI COMANDA, MADRIZ UBBIDISCE

26.11.2020

Come avevamo anticipato giorni fa la buona notizia è che Madriz non sarà il prossimo presidente della Cciaa della Venezia. Quella cattiva è che - come avevamo predetto giorni fa - su quella poltrona poggerà nuovamente le terga il triestinissimo Paoletti, impippandosene dei patti ampiamente sbandierati che avrebbero dovuto assicurare una presidenza "goriziana", che d'altra parte a Gorizia nessuno difende. Meglio dedicarsi ai selfie. Lo avevamo già scritto nei giorni scorsi, confermando che le notizie le anticipiamo quasi sempre noi di Gorizia3.0. Il presidentissimo intento a eliminare insieme al Comune le poche cose che funzionano a Gorizia, come il Mercato coperto vuole dunque finire il lavoro. E i nostri rappresentanti nella Cciaa (goriziano è anche il megadirettore) non fiatano.

Da notare che il giornalista Diego D'Amelio, che cura la cronaca regionale sul quotidiano triestino insiste sulle amicizie di Paoletti, tutte importanti in quel milieu politico amministrativo del capoluogo regionale che si appresta a divorare ciò che resta di Gorizia. Bene così sappiamo chi è il nostro nuovo padrone.

Al di là delle chiacchiere e delle assicurazioni del caso, siamo di fronte a un fatto gravissimo che oltre a dimostrare l'ormai quasi definitiva spoliazione di Gorizia dimostra ancora una volta l'assoluta irrilevanza dell'ex capoluogo di Provincia, del suo sindaco, della sua giunta nelle decisioni che contano. Il che ha poi delle ricadute negative sulla vita di tutti i giorni: vedi ospedale, vedi crisi economica e soprattutto commerciale goriziana, iniziata ben prima del Covid.

D'altra parte pensiamo che Madriz potrebbe chiudere il sipario sulla sua pessima recita, potrebbe anche finire di fare danni all'Isontino, dare le dovute dimissioni e pensare allo sviluppo del Trieste Terminal Passeggeri, un incarico certamente gratificante.

Siamo d'altronde sicuri che i consiglieri comunali Gaggioli, Collini, Zotti, Gentile, Zorzenon, l'assessore Obizzi e colui che ha preso il posto del dimissionario Pettarin, ovvero i componenti degli "organi speciali" del Fondo Gorizia faranno valere le ragioni dell'Isontino e dell'ex capoluogo, in primo luogo tutelando come è loro dovere, il tesoretto di circa 60 milioni che dovrebbe ancora appartenere a Gorizia. O no?


Gorizia3.0

Nelle foto dal web: Paoletti e Madriz


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