de-PATRIMONIO UNESCO E "MADE IN COLLIO"

10.12.2019

La notizia: la Regione FVG ha dato un contributo di 40mila euro per supportare la candidatura Collio-Brda quale patrimonio Unesco: una terra di vini veneta, il Prosecco, ce l'ha fatta pochi mesi fa. Il Collio, con i suoi vini, il paesaggio, la gastronomia rappresenta per la provincia di Gorizia un tesoro inestimabile che dovrebbe essere sfruttato senza campanilismi e senza il prevalere di assurdi monopolismi, rivalità tra istituzioni che hanno spesso - o meglio quasi sempre - annullato le nostre potenzialità. Un territorio che deve costituire un insieme produttivo e attrezzato all'accoglienza di un turismo di fascia medio-alta, in accordo e sinergia con Grado e Aquileia. Insieme alla Brda il Collio si è candidato a diventare patrimonio mondiale Unesco, che sarebbe il giusto riconoscimento ad un territorio unico e ai suoi abitanti, che nei secoli al di là dell'appartenenza culturale o nazionale hanno saputo costruire uno splendido habitat, in cui hanno origine non solo vini apprezzati in tutto il mondo ma anche prodotti d'assoluta eccellenza, e pensiamo alla Rosa di Gorizia, ai prosciutti di D'Osvaldo, ai formaggi di Zoff ai salami di Romans, alle stupende ciliegie e pesche delle nostre colline ( e non abbiamo certo detto tutto). Questo tesoro - lo abbiamo già affermato -dovrebbe essere riunito sotto un marchio, un logo (Made il Collio?) che metta in asse non solo la produzione agricola, ma anche chi si occupa di valorizzarla e chi la offre ai turisti nei ristoranti, trattorie, osterie. Questo tesoro dovrebbe avere - secondo noi - uno dei suoi templi nel Mercato coperto di Gorizia. Ma siamo troppo ingenui e forse presupponiamo atti e volontà superiori alle qualità di il nostro territorio. 

Gorizia3.0