de-TOC TOC: E UN BELL'INCONTRO SUL MERCATO COPERTO?

27.01.2020

Ci sembra strano di dover ricordare continuamente alle nostre istituzioni e ai nostri politici di quali e quanti tesori Gorizia debba fare a meno. Lo diciamo dopo la riscoperta, avvenuta l'altro giorno, del Conference Center, scandalosamente dimenticato dal 2002 e per il quale sono stati spesi milioni di euro. Il fatto rivela anche ai più distratti o i più disillusi che in città ci sono troppe cose che non vanno. Il "piccolo colosseo in riva all'Isonzo" era stato costruito dalla Camera di commercio per potenziare il ruolo internazionale della città ma non funzionò mai. Ma cerchiamo, come sentiamo nostro dovere di goriziani di (ri)gettare qualche altro sasso nello stagno, magari chiedendoci quali siano oggi le "vocazioni internazionali" di Gorizia, una volta usciti dal mito della "Nizza dell'Austria. Un sasso o meglio un masso: il Mercato coperto. Non è facile ma non si possono reiterare errori come quelli che riguardano questa stupenda struttura del nostro centro storico. In un'ottica di rivalutazione internazionale di Gorizia anche il Mercato coperto è essenziale, essendo il luogo topico per un rilancio della città, soprattutto ove si conosca l'alfabeto del turismo che recita ormai da tempo: "la gente viaggia per vedere, conoscere e assaggiare". Un luogo che dovrebbe ospitare in modo quasi filologico i prodotti del territorio Goriziano, da Grado a Caporetto, da Aquileia a Doberdò, dal Collio al Carso. In cui il turista ed il consumatore dovrebbero trovare i migliori prodotti stagionali del Goriziano e del FVG. 

Un luogo dove si respira e assapora la cultura enogastronomica del nostro territorio. Non è possibile che una città come Gorizia getti al vento, come sta facendo, questo patrimonio. Il Mercato coperto sta morendo (pochi banchetti, anche se di grande qualità) ed è inutile e furbesco sostenere il contrario, soprattutto dopo che la Coldiretti ha creato un altro mercato coperto (chilometro zero) in via IX agosto, inferendo cosi un colpo forse mortale a quello storico e rendendone ancora più difficile la sopravvivenza del vecchio mercato. Errore che va ad aggiungersi all'ipermercato che è stato piazzato vicino. In questo modo parlare di rilancio del Mercato coperto, è addirittura beffardo. Oppure vorremmo sapere, ma urbi et orbi e non nelle segrete stanze, cosa intende farne la futura proprietaria della struttura, ovvero la Camera di commercio della Venezia Giulia .E ripetiamo: non sarebbe il caso che Camera di commercio, Comune, Fondazione Carigo Regione FVG tramite l'Ersa (Ente regionale sviluppo agricoltura) che ha sede a Gorizia (SIC!) decida una linea d'azione, che parta dal presupposto che la questione Mercato coperto è essenziale per il futuro della città e non un contentino per chi gestisce il banchetto all'interno?

GORIZIA3.0