DOMENICA A GORIZIA: LA FUGA

05.08.2019

Gorizia Anno Domini 2019: una città morta, una città poco vitale. Perché? Analizziamo la situazione. Gorizia, la "Nizza Austriaca" è una città unica, ricca di storia, di cultura e di vita che da troppo tempo appare spenta, "morta". Agli occhi di molti: basta chiedere agli udinesi, ai triestini, ai monfalconesi. Di chi la causa? Degli stessi goriziani? Probabile. Ci domandiamo come sia possibile che in una città quale Gorizia, che dovrebbe essere - come in passato - ricca di vitalità, nel fine settimana, soprattutto, tende a spegnere l'interruttore. Click. E così il turista, facciamo riferimento in particolare alla domenica, si guarda spaesato girovagando tra le bellezze cittadine alla ricerca di un ristorante carino dove pranzare o cenare possibilmente gustando la nostra ricca gastronomia ma ... oibò, i ristoranti sono chiusi. O meglio alcuni lo sono del tutto, mentre altri - fatta eccezione per due o tre - sono aperti solo a pranzo. I negozi manco a dirlo. Ma allora che si fa? Si va in Slovenia o nei dintorni. Ed è un peccato! La gente invece di restare in città e farsi una passeggiata tra negozi, librerie, musei, la domenica se ne va in Slovenia. Živjo. Senza nulla togliere agli amici d'oltre confine, non sarebbe più proficuo se i turisti, i visitatori, ma i goriziani stessi, girassero per le viuzze goriziane?! Inoltre i giovani si domandano perplessi, come mai debbano rincasare alle 22.00. O come mai debbano prendere l'auto per spostarsi da Gorizia, considerato che qui la "bella vita" finisce appunto alle dieci di sera, tanto che anche gli eventi - chiamiamoli cosi...-sono tarati su questi orari. Stop. "La musica è finità, gli amici se ne vanno...." , ed anche i bar chiudono. Non c'è da stupirsi allora se ci sono pochi giovani in città.quei pochi che ci sono vanno da altre parti.Al momento, non resta che appellarci a tutti i goriziani affinché capiscano che la città deve tornare a vivere. Prognosi attuale: si può dire apertis verbis che attualmente l'encefalogramma risulta quasi piatto, ma con l'auspicabile contributo di tutti i soggetti interessati come istituzioni, operatori commerciali e cittadini stessi confidiamo in una sua ripresa. Che è assolutamente possibile. Si deve amare questa città perché ci ha dato tanto in termini di storia, di cultura, di identità: ora tocca a noi restituirle vitalità. Svegliamoci! 

Rossella Dosso