DORA BASSI: NEL 100simo DELLA NASCITA. UN LEGAME DI GORIZIA CON PASOLINI

22.06.2021

Dora e Alba, l'abbinamento non è casuale: la cara amica purtroppo scomparsa Alba Gurtner, un giorno di giugno del 2007 mi chiamò e mi disse che Dora Bassi, grande pittrice goriziana voleva parlarmi. Andammo nella sua bella casa di Gradisca d'Isonzo e nel suo studio ingombro di tele e di cavalletti. Dora Bassi,sentendo vicina la morte - che l'avrebbe ghermita pochi mesi dopo - per l'amore che portava per Gorizia voleva lasciare alcune opere alla città.

Dora mi concesse la scelta dei cicli pittorici: erano tutti di grande bellezza, ma uno, "Gioventù innocente" composto da tredici quadri, mi colpì particolarmente, per la delicatezza del tema e per il fatto di essere stato ispirato al primo Pasolini di "Poesie a Casarsa". "Mi aveva sempre colpita - mi spiegò Dora - il modo con cui Pasolini aveva affrontato quel momento in cui nell'uomo e nella donna insorge insieme alla terribile e irrefrenabile energia della pubertà, speculare a quell'altrettanto forte e colpevolizzante senso del male, o meglio del peccato."

Donna di straordinaria intelligenza, libera intellettualmente da qualsiasi forma di politically correct, Dora derideva le mode del momento come tanti altri grandi goriziani - e penso a Francesco Macedonio, a Zoran Music, a Carlo Michelstaedter.

Dora aveva reso plasticamente uno degli enigmi dell'esistenza umana, che aveva pensato di rappresentare nella sua assoluta essenzialità e con uno sguardo esente da qualsiasi malizia. Gli adolescenti che giocano nei boschi sulle rive dello Judrio, "sono appena passati dallo stato di crisalidi a farfalle - diceva Dora - e sentono dispiegarsi la bellezza del loro corpo, che si riflette in quelle acque lustrali, che lavano ogni peccato".

Tredici quadri eccezionali che decisi, non senza le difficoltà che a Gorizia incontra qualsiasi decisione, di mettere in mostra permanente nelle sale del Teatro Verdi, dove ancora oggi rendono più nobile e bello quel luogo di cultura baciato dal successo. Come sempre, questo arricchimento fu motivo di polemiche aperte, sottese, segrete, maligne: quasi che il no se pol si dovesse applicare anche a una generosissima donazione.

Il sindaco Ettore Romoli fu d'accordo con le mie proposte .Ritenemmo opportuno dedicare a Dora Bassi anche la galleria dell'Auditorium di via Roma, oggi purtroppo chiusa ( sarebbe bene capire cosa vuol farne la Regione, insieme al nostro magnifico Auditorium). A lei oggi è dedicata la sala di via Carducci in cui campeggia il magnifico quadro che rappresenta la stazione di Udine e che Dora Bassi lasciò al Comune in occasione di una sua mostra che organizzai negli anni '90, coadiuvato da Emanuela Uccello.

Parlando delle eccezionali donne goriziane a giorni posteremo anche un ricordo della bella, intelligente, generosa Alba Gurtner, amica di tutti gli artisti, fautrice di una scuola goriziana (goriziana in senso lato) nell'arte figurativa che ci trova certamente d'accordo e che lei contribuì a oggettivare. Ad Alba Gurtner si deve infatti il Muro delle cinque lingue a Piedimonte.


ANTONIO DEVETAG