DOSSIER 2025: LA TRANSALPINA E IL QUARTIERE MONTESANTO

31.10.2022

Più il 2025 si avvicina e più si capisce quanto questo evento definito storico ed epocale sia stato affrontato con approssimazione e sufficienza. E non solo dalla parte italiana, ma anche da quella slovena: da entrambi i lati dell'ex confine ci si dibatte infatti per trovare il bandolo di una matassa che non si può esaurire nel manchevole Bid Book, un insieme caotico di eventi in cui manca un filo conduttore. Sarebbe stato il caso (forse si è ancora in tempo!) di valorizzare appieno l'unicità della storia goriziana: singolarità che risale a quell'editto in cui l'imperatore del Sacro Romano Impero Enrico Secondo cita il castrum Silicanum (latino) e Gorica (slavo) radici etimologiche remote e presagio di un'eccezionalità territoriale e culturale, politica e sociale che si sviluppa in un millennio di storia e non si esaurisce nelle tragedie del '900.E'passata invece alla grande la narrazione semplicistica e riduttiva che vuol far partire le vicende goriziane dal 1946 con qualche postilla retrodatata a un secolo prima e all'insorgere dei nazionalismi: uno storytelling funzionale alle ideologie - appunto - novecentesche. Crediamo che questa narrazione non sia opportuna neppure per Nova Gorica, che, pur nata nel secondo dopoguerra è al centro di un territorio, il Goriziano, abitato da italiani, sloveni e austriaci, il cui perno fu per secoli il Travnik, o meglio Piazza della Vittoria.

Quindi tutto puntato sulla divisione e i conflitti, con una mancanza di visione storica che invece avrebbe potuto coinvolgere e interessare tutto il territorio dell'Alpe Adria in una narrazione che partendo da Aquileia e da Gorizia avrebbe rivalutato le nostre città in una prospettiva internazionale e non solo transfrontaliera. Difficile stupirsi delle scelte da parte italiana, con una giunta goriziana capace di seppellire sotto il manto stradale una testimonianza importante della propria esistenza come l'ottagono di Corte Sant'Ilario, con l'incredibile benestare della Soprintendenza di Trieste.

Un 2025 che Gorizia ha delegato interamente a Trieste e Nova Gorica a Lubiana, con le rispettive classi dirigenti che lo sfruttano come sfondo per innumerevoli e immeritati selfie: il clamoroso fallimento del progetto del progetto dello studio italiano BAN Baglivo Negrini affare che ha comportato una spesa complessiva di 200mila euro per poi rilevarsi impraticabile, ha dato vita a un nuovo bando che prevede una spesa di oltre 500mila euro per tutti gli atti preparatori in vista della riqualificazione del Piazzale e alla realizzazione di un edificio-padiglione a cavallo del confine italo-sloveno.

In tutto questo bailamme intorno al Piazzale della Transalpina è interessante sapere che il Comune di Nova Gorica ha stanziato 125mila euro per l'elaborazione di progetti per il rilancio dell'area - da sempre abbandonata e "vuota" di edifici anche per ragioni strategiche dal tempo della Jugoslavia di Tito- che va dalla Stazione propriamente detta fino alla Castagnavizza.

Da parte goriziana nulla sul quartiere di Montesanto o sulla rivitalizzazione dell'area che dovrebbe essere l'epicentro del 2025 e che giace in una desolazione ben descritta dall'architetto sloveno Eva Sušnik, molto critica sulle scelte operate anche nel suo Paese riguardo al piazzale: "da parte italiana- commenta - il vuoto della parte dormiente della città con attività chiuse, alberghi abbandonati e bar vuoti".

Gorizia3.0


Ultimi articoli:

Un anno eccezionale il 2022 a Grado, indimenticabile per molti turisti che hanno goduto di un surplus di divertimento con Grado 130, eccezionale mix di mostre, spettacoli teatrali, concerti, eventi enogastronomici che hanno caratterizzato la stagione da maggio a ottobre inoltrato, consentendo a oltre 30mila visitatori i di scoprire gli straordinari...

Il sindaco Ziberna ha pubblicato un post manifestando entusiasmo per la fresca nomina a sottosegretario dell'"amica Sandra Savino, già prefigurata in campagna elettorale dai vertici di Forza Italia". Savino, per chi ne avesse la memoria corta, è la stessa che nei panni di coordinatrice regionale espulse da Forza Italia sul letto di morte Ettore...

A fine '800 per Tutti i Santi i pasticceri goriziani mettevano in mostra prelibatezze straordinarie che tenevano i bambini incollati col naso alle vetrine: fave da morto, marròns glacès, le rinomate pinze e altri dolci invitanti che gli avventori acquistavano per il giorno della commemorazione dei defunti. I bambini più fortunati riempivano la...

Più il 2025 si avvicina e più si capisce quanto questo evento definito storico ed epocale sia stato affrontato con approssimazione e sufficienza. E non solo dalla parte italiana, ma anche da quella slovena: da entrambi i lati dell'ex confine ci si dibatte infatti per trovare il bandolo di una matassa che non si può esaurire nel manchevole Bid Book,...

Bene l'Autostrada delle Api per il 2025, ma intanto ci si dimentica della vera sfida che affligge Gorizia (e Nova Gorica) per il 2025: il problema della mobilità. Ad oggi, pressoché nessuno ha menzionato la questione e tantomeno, non pretendiamo un piano concreto ma almeno qualche idea per la mobilità integrata per la Capitale della Cultura....

Al peggio non vi è mai fine. All'ultimo consiglio comunale il consigliere di maggioranza Turco perplesso domanda quali formidabili realizzazioni goriziane consentiranno quei milioni di euro di cui puntualmente ci informano sindaco e assessori: "quali sono i progetti - dice Turco - che attengono al PNRR, quali prospettive, dove sono i soldi?". Alle...