DOSSIER 2025: MOBILITA’ GORIZIA-NOVA GORICA (1)

30.10.2022

Bene l'Autostrada delle Api per il 2025, ma intanto ci si dimentica della vera sfida che affligge Gorizia (e Nova Gorica) per il 2025: il problema della mobilità. Ad oggi, pressoché nessuno ha menzionato la questione e tantomeno, non pretendiamo un piano concreto ma almeno qualche idea per la mobilità integrata per la Capitale della Cultura. Intendiamoci, lo sviluppo della mobilità (possibilmente sostenibile) non è una novità, ma è allo stesso tempo una delle principali sfide di ogni città al giorno d'oggi. Riuscire a farlo bene richiede molto lavoro e soprattutto competenze specifiche in materia di pianificazione urbana/trasporti. 

Nel 2025, alcune stime prevedono più di un milione di visitatori (e si tratta di stime conservative), che possono variare a seconda di molti aspetti, molti dei quali facilmente influenzabili anche da noi. Non entrando nel merito dell'offerta culturale (per ora), vorrei concentrarmi sull'aspetto infrastrutturale, e più in particolare sul tema della mobilità. Molto probabilmente i 3/4 dei visitatori saranno stranieri, e quindi avranno bisogno di arrivare in città in modo rapido, sicuro e senza intoppi. Inoltre, una volta in città, dovranno potersi muovere agilmente e rapidamente.

Sul fronte della mobilità "esterna", si parte dalla creazione di una rete trasportistica di livello europeo, sia su ferro che su gomma. Se i collegamenti ferroviari con il resto d'Italia a Gorizia ci sono (anche se molto meno efficienti rispetto a quelli di Monfalcone), quelli con il resto d'Europa sono quasi del tutto assenti. E come si può prescindere dai collegamenti ferroviari con il resto d'Europa mentre si aspira a diventare Capitale della Cultura? Ma anche quelli su gomma sono molto carenti. Un esempio? Flixbus* (la compagnia di autobus low-cost per eccellenza) non ha collegamenti con Gorizia, mentre ne ha a Trieste, Udine, Pordenone e anche a Ronchi (aeroporto). Da Trieste si possono raggiungere direttamente Berlino e Lione; da Udine e Pordenone il Nord Italia e la Baviera; da Ronchi Zagabria, il Triveneto ma anche Napoli. Da Gorizia? Niente, naturalmente. Abbiamo solo Itabus, low-cost italiana, che però non può assolutamente competere in termini di clientela potenziale con la celebre società tedesca. Certo, sarà il settore privato a decidere, ma (a mio avviso) una destinazione culturale di questo tipo non dovrebbe essere sprovvista di una fermata dedicata durante tutto l'anno, e forse anche oltre. Dipende da noi e da come sapremo venderci. Per fare un paragone, Chemnitz (che insieme a noi ospiterà la Capitale della Cultura 2025), ha una rete che le grandi città italiane si sognano. Anche la modesta Esch-sur-Alzette (Lussemburgo) - più piccola di Gorizia, che fu Capitale Europea della Cultura 2022 - può vantare un collegamento in autobus con il continente europeo di tutto rispetto. Ma guardando anche ai nostri vicini austriaci, vediamo che sia Klagenfurt che Villach vantano una linea di autobus diretti di dimensioni ragguardevoli, che spazia da Berlino fino a Roma. Insomma, non solo non disponiamo di collegamenti in autobus di livello, ma nemmeno di una fermata internazionale. E il restyling della stazione non servirà a nulla se dovesse mancare il nucleo centrale, cioè i collegamenti.C'è poi la questione della mobilità cittadina: come pensiamo di far circolare oltre un milione di persone? Sempre e solo a piedi? Impossibile e turisticamente parlando, sgradevole. Ormai ogni città turistica ha un sistema di sharing (biciclette/monopattini) che permette di raggiungere le varie zone della città in modo rapido e senza grandi ostacoli. Gorizia aveva un suo sistema qualche anno fa, poi misteriosamente scomparso, poi tornato in auge grazie ad un progetto di Cross-Border Mobility del GECT. Il sistema dovrebbe essere pronto per il 2025, si spera, insieme alle famose ciclovie cheper ora sono soltanto geroglifici sui marciapiedi. Questo tipo di servizio alla mobilità è l'unica davvero in grado di sopperire all'uso dell'auto, visto che solo l'autobus è molte volte troppo lento e non raggiunge tutti i punti. Quindi, ben venga la realizzazione di quest'opera.

Così come siamo mal collegati nel settore ferroviario, lo siamo anche in quello stradale. Come mai non siamo mai presenti e soprattutto determinanti, influenti, nelle gerarchie regionali? Qualcuno deve assumersi la responsabilità e agire in fretta. Mancano poco più di due anni alla fatidica data ed è impossibile non pensare ed agire in fretta. La mobilità è la chiave dello sviluppo del commercio mondiale, l'abbiamo forse dimenticato?

La Ziberna 2 deve dimostrare di essere diversa dalla disastrosa giunta precedente, magari iniziando ad affermarsi a livello regionale e a stringere (insieme a Fedriga) accordi commerciali con l'estero. Sarebbe già un buon inizio.Martin Novak per gorizia3.0*Fondata nel 2011 a Monaco di Baviera (Germania) da Daniel Krauss, André Schwämmlein e Jochen Engert, la startup e poi scaleup tedesca effettua servizi di trasporto a basso costo in tutta Europa e, da maggio 2018, anche nel sud-ovest degli Stati Uniti. A ottobre 2021 FlixMobility, la società che sta dietro ai marchi FlixBus, FlixTrain e FlixCar e che è oggi uno dei principali "unicorni" (le startup con un giro d'affari sopra il miliardo) europei, ha annunciato l'acquisizione da FirstGroup dello storico marchio statunitense Greyhound.

- Martin Novak


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