DR. JEKILL & MR. HIDE

18.11.2020

Ognuno a Gorizia si sceglie la sua parte in una commedia che rischia di trasformarsi in farsa: tragica. Impegnatissimi nell'esercizio di selfie ormai forsennati con cui riempiono l'aere virtuale, non riescono però più a nascondere il nulla che rappresentano. Le faccette graziose nascondono un vuoto preoccupante, di cui i goriziani cominciano a chiedere conto. Stupefacente in questa recita la vicenda dell'imposta pubblicitaria: il sindaco si richiama alle leggi nazionali. 

Non si può fare nulla tranne dilazionare il debito, dice il primo cittadino. E' lo stesso Ziberna che alcuni mesi fa chiese alla Camera di commercio di Trieste un obolo a sostegno delle imprese goriziane dopo la pandemia, ricevendo in cambio un deciso NO SE POL. Tra gli autori del gran rifiuto di usare il Fondo Gorizia a vantaggio di Gorizia fu certamente il vicepresidente della Cciaa della Venezia Giulia, quello stesso Madriz che oggi , indossando i panni di presidente della Confcommercio chiede con baldanza l'annullamento del debito per le vetrofanie assassine. E aggiunge: "c'è un detto triestino che dice più o meno questo: avere debiti e non avere soldi per pagarli equivale a non avere debiti". 

Una recita, appunto in cui gli attori si agitano e fingono di risolvere il problema. Questa gente governa quella che un tempo era una dignitosa, prestigiosa città: Gorizia.

Gorizia3.0 


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