E’ LA STAGIONE DELLA ROSA MA VOGLIAMO SVEGLIARCI?

15.01.2021

E' il momento della Rosa di Gorizia, terragno tesoro della nostra città, da non confondere con altri similari. Quello superlativo, quello morbido e croccante, insieme dolce e amaro, carnoso e setoso si coltiva in un fazzoletto di terra che va dall'ultima gola dell'Isonzo a quella sorta leggero altipiano ventoso, periferico e un po' dimenticato in cui si passava di nascosto da Italia a Slovenia nei tempi della Cortina di Ferro. Una sorta di terra di nessuno in cui dieci agricoltori si sono ostinati a produrre questo radicchio pregiatissimo, conosciuto da secoli, ma "scoperto" qualche decennio fa e diventato in breve tempo un must mondiale. Pensate che la produzione di questo radicchio - oggi Presidio Slow Food e venerato dagli chef più blasonati - stava per interrompersi agli inizi degli anni Settanta. Troppo faticoso coltivarlo e poco remunerativi i ricavi. Carlo Brumat produttore e Presidente dell'Associazione Radicchio rosso di Gorizia, Rosa di Gorizia e Canarino ci ha creduto sempre, ha tenuto duro e oggi, con semplicità e con orgoglio, vende questo prodotto ai migliori ristoranti della regione e non solo, riservando qualche quota agli "aficionados". Grazie a lui e a questi pochi accoliti ,la Rosa di Gorizia è un patrimonio inestimabile della nostra città, erede di una tradizione agricola secolare che Gorizia in gran parte ha perso: qualcuno si ricorda ad esempio degli asparagi di Sant'Andrea? Chi rimembra che Gorizia era la sede delle Doc Isonzo e Collio fino al 1982?Nel 2018 in seno all'istituto Tecnico Agrario "G. Brignoli" di Gradisca d'Isonzo è nato il Consorzio che riunisce i coltivatori di un altro radicchio pregiato, chiamato la Rosa dell'Isonzo (marchio registrato). Un ottimo prodotto che entra però in concorrenza con la Rosa di Gorizia che dal 2018 gode finalmente di un riconoscimento ufficiale: si chiama così soltanto quella coltivata entro i confini del comune e i cui produttori si sono riuniti da tempo nell'Associazione produttori Rosa di Gorizia e Canarino. La Rosa dell'Isonzo invece è prodotta anche in provincia di Udine.

Una concorrenza inutile e dannosa per entrambe che però esistono e sussistono e che quindi dovrebbero accordarsi sotto un'autorevole guida regionale per dare vita a un disciplinare di produzione comune in cui venga giustamente riconosciuto il territorio del Comune di Gorizia quale zona originaria e di qualità estrema. Il Cru del radicchio rosa regionale sarebbe quindi il Comune di Gorizia e l'omonimo radicchio. Un argomento da non aggirare con la solita alzata di spalle, ma che dovrebbe coinvolgere l'Ente regionale sviluppo agricolo (Ersa), il Comune di Gorizia, la Coldiretti: questo nostro radicchio di pregio mondiale e la Ribolla Gialla dei viticoltori di Oslavia rimangono dei must goriziani che dovrebbero impregnare dei loro sapori la comunicazione turistica della nostra città. 

ROSSELLA DOSSO


Ultimi articoli:


Il Piccolo si è preoccupato di contattare il sindaco di Gorizia sull'argomento Mercato Coperto dopo mesi di silenzio dei media - tranne noi di Gorizia3.0: un silenzio doveroso dopo le figuracce dello scorso ottobre e il nostro titolo riporta una domanda retorica che segue un ragionamento pieno di grinze del primo cittadino di Gorizia. Come saprete...

Il Piccolo si è preoccupato di contattare il sindaco di Gorizia sull'argomento Mercato Coperto dopo mesi di silenzio dei media - tranne noi di Gorizia3.0: un silenzio doveroso dopo le figuracce dello scorso ottobre e il nostro titolo riporta una domanda retorica che segue un ragionamento pieno di grinze del primo cittadino di Gorizia. Come saprete...

Se Gorizia e Nova Gorica saranno la Capitale Europea della Cultura sarà anche per merito del borgomastro di Klagenfurt Hans Ausserwinkler che, negli anni '60, gemellando il capoluogo della Carinzia con le nostre due città fu promotore della "frontiera più aperta" nella Cortina di ferro. Un altro episodio da evidenziare in quel Bidbook che appare...

Una sola parola d'ordine ai commercianti del mercato coperto categorica e impegnativa per tutti: silenzio stampa sull'incontro. Camera di commercio di Trieste e comune di Gorizia si vergognano talmente delle figure barbine fatte nelle ultime settimane da essere terrorizzati.
Pochi giorni fa si è tenuto infatti l'incontro tanto atteso tra i...

Una sola parola d'ordine ai commercianti del mercato coperto categorica e impegnativa per tutti: silenzio stampa sull'incontro. Camera di commercio di Trieste e comune di Gorizia si vergognano talmente delle figure barbine fatte nelle ultime settimane da essere terrorizzati.
Pochi giorni fa si è tenuto infatti l'incontro tanto atteso tra i...

Terrorizzati dalla reazione scatenata anche su questo social da uno dei peggiori pastrocchi goriziani degli ultimi anni, ovvero gli enigmatici lavori che avrebbero dovuto sconvolgere il Mercato coperto, ecco che con le pive nel sacco, il megadirettore della CCIAA triestina Medeot accompagnato dall'assessore al commercio Sartori hanno ribaltato la...