E SE PER GORIZIA SI LAVORASSE INSIEME?

14.01.2020

Più che di polemiche e di equivoche attribuzioni di responsabilità: Gorizia avrebbe bisogno di una riflessione profonda sulle ragioni della sua decadenza o almeno di un momento storico infelice che deriva da un insieme di fattori e da un gravissimo errore di fondo, vale a dire la mancanza di collaborazione tra le istituzioni che detengono la cassa e i poteri decisionali.Comune, Camera di commercio della Venezia Giulia (già Cciaa di Gorizia), Fondazione Carigo, Erpac ( già Musei provinciali) non riescono a progettare un programma di rilancio cittadino a media e lunga scadenza. Motivi politici, di parrocchia, di un sistema incancrenito sulle elezioni prossime venture e sulle prossime nomine, sempre partitiche. A Gorizia è necessario un programma costruito senza pregiudiziali anche sulla futura ricomposizione della Provincia decisa dalla Regione FVG; su iniziative come il Gect; sulla possibilità proposta di fare di Nova Gorica e di Gorizia un'unica città della cultura europea per il 2025; il progetto Collio-Unesco. Non è possibile che una città di piccole dimensioni demografiche come Gorizia non riesca mai a fare un minimo di lobby tra le varie istituzioni, che collaborano solo sporadicamente ma che pensano al proprio particolare più che all'interesse generale della città. Che infatti perde colpi, anche perché in mezzo a due entità, il Friuli e Trieste, che quando si tratta di difendere i propri interessi non guardano in faccia a nessuno, tanto meno a Gorizia. 

Gorizia3.0