ECONOMIA A PEZZI: MA LA CCIAA INTERVIENE?

06.05.2020

Quello che andiamo affermando da mesi sulla CCiaa si sta confermando: ma come sempre a Gorizia, con un'impronta tra il tragico e il comico. Dove il tragico è la crisi economica dove l'emergenza coronavirus che con uno tsunami ha devastato il mondo certo, ma ha infierito sulla già critica situazione economica isontina e di Gorizia, con un comparto imprenditoriale che già mesi fa avrebbe dovuto far dispiegare le sirene d'allarme, a tutta forza. In merito avevamo ripreso una statistica drammatica che vedeva la ex provincia di Gorizia ultima in Regione ma anche in Italia(!) per il rapporto aperture/chiusure delle imprese. Trieste in questa speciale classifica andava benino.

Le nostre segnalazioni avrebbero dovuto smuovere quella specie di Sfinge declamatoria che è la ex camera di commercio di Gorizia, proditoriamente passata sotto Trieste grazie al progetto della Regione di creare un'unica Camera di commercio del FVG. Fu un diktat della sinistra regionale e della governatrice Serracchiani cui, per interessi e visioni diverse fu accettata da centrodestra e centrosinistra goriziani e anzi incoraggiata da chi ancora siede sulla sommità della nuova CCiaa della Venezia Giulia.

E qui viene il lato "comico": oggi su Il Piccolo, dopo le perorazioni di un commercialista, Claudio Polverino, poi riprese da Ziberna e altre rimostranze provenienti dal Monfalconese alcuni imprenditori del Goriziano, , prendono coraggio e tentano di dare una sveglia al catafalco chiamato Cciaa, che per ora non si apre, perché i suoi vertici goriziani aspettano ordini dal quartier generale che è ormai a Trieste, dove non vedono l'ora di mettere le mani su quello che fu il Tesoretto della nostra città, ovvero il Fondo Gorizia. Il fatto è che economicamente l'Isontino ha perso qualsiasi autonomia decisionale, mentre la Regione FVg va verso un'irrimediabile e insensata spaccatura tra Venezia Giulia e Friuli.

Previsioni: Gorizia e l'Isontino riceveranno una piccola dei 60 milioni del Fondo Gorizia fino a ieri patrimonio esclusivamente goriziano. Essi saranno sparsi con "intelligenza programmatica" sulla "Venezia Giulia" territorio istituzionalmente inesistente ma molto confacente agli interessi triestini. A questo punto una presa di posizione forte dei sindaci dell'ex provincia di Gorizia sarebbe assolutamente necessaria: non sono ancora stanchi di essere presi in giro?

GORIZIA3.0