EUROPA, GECT, CASA ROSSA….

09.07.2020

L'articolo di Rossella Dosso sullo stato di colpevole abbandono in cui versa il piazzale della Casa Rossa ha suscitato un "vespaio" di commenti: a significare che si tratta di un argomento che pur non avendo il codice rosso dell'assoluta urgenza è considerato dai Goriziani come un problema da risolvere. Perché, nella memoria collettiva, questo piazzale rappresenta fisicamente e simbolicamente il vero punto di snodo dei rapporti non soltanto commerciali tra i due Paesi: tutti ci siamo passati con la propusnica in tasca, con il serbatoio pieno ed il bagagliaio carico di carne e di sigarette.


Più che la Transalpina, il luogo simbolo del confine - quello autentico , popolare - è questo. E allora, confortati dalle tante segnalazioni - a proposito, è davvero bello il progetto di Emanuele Musulin - ci rivolgiamo agli Amministratori Comunali che sappiamo leggerci con attenzione e che quasi sempre trovano spunto nelle loro iniziative dalle nostre proposte perché prendano di petto la situazione. Consapevoli che i tempi grami in cui ci ha precipitati il coronavirus rendono difficile il reperimento di risorse, riteniamo però che, tra le possibili fonti, nelle pieghe dei finanziamenti europei si possano trovare gli strumenti necessari.


Anche in considerazione della natura transfrontaliera del luogo: ma il Gect non potrebbe servire a realizzare qualcosa dalla parte italiana? Ma come sempre c'è bisogno della volontà politica. Noi comunque seguiremo il problema, forti del sostegno che ci è dato dal crescente e stimolante seguito dei nostri lettori, che ringraziamo.


Gorizia3.0


Nella foto, il progetto di Emanuele Musulin per un nuovo piazzale, degno di questa città.