Favetti Carlo (1819- 1892)

20.02.2020

Poeta e patriota, Carlo Favetti nacque a Gorizia il 30 agosto 1819. Dopo essersi laureato in giurisprudenza a Vienna entrò nello studio dell'avvocato Rismondo. Partecipe dei sentimenti di identità nazionale dei popoli che percorsero l'impero in occasione del 1848, divenne presto il simbolo dell'irredentismo goriziano. 

Fu fondatore e direttore, e principale redattore, del "Giornale di Gorizia", il cui motto era "Ciascuno ha il diritto di manifestare liberamente la propria opinione", uscito per tredici mesi dal 1850 al 1851 prima di essere soppresso dalla procura austriaca. Nel 1851 assunse la carica di segretario comunale di Gorizia, e nel 1861 fu eletto podestà, carica che non potè però ricoprire a causa del rifiuto della sanzione sovrana alla nomina per le sue opinioni irredentiste. Nel 1866 fu arrestato, accusato di alto tradimento e condannato a sei anni di carcere duro, di cui scontò sette mesi nel penitenziario di Carlau presso Graz. Avendo poi avuto notizia di un altro arresto imminente, nel 1868 riparò a Venezia, consumandosi nella nostalgia per la città natale finchè nel 1871 un'amnistia gli permise il ritorno a Gorizia, dove nel 1877 fu rieletto segretario comunale. Scrisse versi e prose in "vernacolo goriziano", venendo definito dai suoi estimatori "un secondo Zorutti". Anche i suoi testi teatrali, sempre in friulano goriziano, di impostazione storica o di ammaestramento rivolto al popolo, vennero rappresentati con grande successo. Collaborò ai giornali "L'Isonzo" e "Il Corriere di Gorizia", pubblicando per alcuni anni l'almanacco "Lunari di Gurizza". Fu il primo presidente della Lega Nazionale, fondata nel 1891.Attivo fino all'ultimo, nonostante l'età (settantatre anni), il 30 novembre 1892 era rimasto fino a sera al lavoro in Comune (si stava occupando di un progetto di riorganizzazione degli uffici municipali) trattenendosi, come suo solito, oltre l'orario di servizio; aveva poi assistito a un concerto al Teatro di Società; nella notte fu colto da paralisi cardiaca e spirò prima dell'alba. 

Il "Corriere di Gorizia" del giorno 1 dicembre uscì con la prima pagina listata a lutto e interamente dedicata alla rievocazione del grande concittadino. Durante i suoi funerali i negozi furono tutti chiusi, e vennero accesi e parati a lutto i fanali lungo il percorso seguito dal corteo funebre.