FILOFRIULANI, FILOGIULIANI.. FILOGORIZIANI CERCASI

20.07.2019

Giovani si, ma non nati ieri: abbiamo studiato e approfondito la storia della nostra amatissima città prima di permetterci di parlare. Offriremo alla discussione anche proposte concrete per migliorare la situazione complessiva poiché vogliamo che Gorizia resti una città e un capoluogo.Da decenni, gradualmente ma inesorabilmente, Gorizia sta perdendo le prerogative di capoluogo di un'area che, pur se drasticamente ridotta dopo la seconda guerra mondiale, ha mantenuto una valenza storico-politica di notevole valore in ambito nazionale e internazionale. Un ruolo di capoluogo determinante per la vita stessa della città, altrimenti destinata a diventare periferica, fuori dai traffici, fuori dal radar dello sviluppo e dei progetti in corso sul territorio regionale e nazionale e internazionale.

Allora ci siamo chiesti di quale male oscuro soffre la nostra città, che potenzialmente avrebbe fortissime risorse - pensiamo alla valorizzazione del ruolo internazionale, legato al settore della cultura, del turismo, dell'enogastronomia, che rappresenterebbe in sinergia con le città e i paesi vicini un unicum interregionale. Una delle riposte è che Gorizia è sempre stata lacerata tra gruppi ferocemente rivali; sempre incapace di trovare una sintesi tra interessi divergenti di vari gruppi di potere quasi mai indirizzati allo sviluppo complessivo e collettivo. Una città incapace di fare lobby, capace di gettare al vento occasioni storiche e irripetibili per meschini interessi di parte. La storia di Gorizia è in fondo la storia di occasioni perdute.

Una guerra interna alla città e continua e spesso feroce tra maggioranza e minoranza linguistica, tra sinistra e destra, tra filoaustriaci e filoitaliani, tra filofriulani e filo triestini: ma chi alla fine è convintamente, orgogliosamente filo-goriziano? Una domanda che noi goriziani dobbiamo porci con forza. O ci si unisce o non si vada nessuna parte.

Noi ce lo domandiamo. E ve lo domandiamo con rispetto e umiltà, quasi increduli al cospetto di una città in lotta continua con se stessa, con istituzioni autoreferenziali che lavorano più per la loro sussistenza che per l'interesse collettivo; una città che continua a guardarsi l'ombelico con il risultato da essere diventata da decenni terra di conquista. Lo ripetiamo: l'elenco dei beni, delle istituzioni, delle occasioni che ci sono state scippate è infinito: vogliamo lottare contro questa deriva poiché vogliamo che Gorizia, di cui siamo figli, abbia un futuro degno della sua storia.

KEVIN CUCIT, ROSSELLA DOSSO, MARTIN NOVAKK, LUCA MICHELUTTI