FONDAZIONE CARIGO E POLITICA GORIZIANA

31.08.2020

Torniamo ad affrontare una delle realtà più importanti del Goriziano, ovvero la Fondazione CariGO (Cassa di Risparmio di Gorizia), sgombrando immediatamente il campo da un equivoco: l'istituzione è assolutamente politica, nel senso che ogni cinque anni il cambio degli organi dirigenti è preceduto da furiosi corpo a corpo tra destra e sinistra. Tutti lo sanno "ma non si dice". Nell'ultima sessione Ettore Romoli perse molto inopinatamente la sua partita poiché il Pd giocò le sue carte con più abilità, mettendo alla presidenza la De Martin, che pochi anni prima era stata coprotagonista con Gherghetta di un ticket elettorale targato Pd. 

Il centrodestra e Gorizia città dovette accontentarsi della vicepresidenza che fu assegnata a Marino Zanetti (area centrodestra quota UDC), che poi si autodimissionò per ragioni ancora oggi ignote. Oggi vicepresidente è il triestino Georg Meyer.Fatte queste dovute premesse, la Fondazione è in grado di elargire importanti finanziamenti al tessuto socioeconomico di tutta la ex Provincia di Gorizia. In un prossimo post, torneremo sulla questione prettamente legata alla gestione finanziaria (per avere un quadro completo della situazione). 

Essa infatti promuove svariate attività, tra le quali troviamo il volontariato, la cultura, lo sviluppo ed istruzione locale in senso lato. Insieme, queste quattro categorie raccolgono oltre 87% del totale dei sussidi. Tra le altre attività di peso minore invece, registriamo la questione ambientale, la salute pubblica, la ricerca scientifica e la crescita giovanile. Dal 2000 ad oggi, stando ai numeri, la Fondazione ha dato al territorio quasi 80 milioni di euro, mentre nel 2019, tale cifra si ferma a 2.8 milioni. Chiaramente, causa Coronavirus, il totale dei benefit elargiti nel 2020 sarà minore dovuto alla minor richiesta da parte delle attività interessate.Ad ogni modo, non tutto è oro ciò che luccica. 

Infatti, così come Gorizia3.0 predica da tempo anche la Fondazione ora si auspica di vedere meno eventi ma con un peso mediatico più rilevante; idem per la cooperazione tra enti; idem per un ritorno economico per i poveri cittadini del Goriziano da eventi e iniziative culturali o turistiche. Una bel predicozzo, contraddetto dalla prassi continua e costante dei contributi a pioggia. In poche parole, oltre a pochissimi titoli di rilievo come "èStoria", il "Premio Amidei" e pochi altri le sovvenzioni sono elargite senza un'ottica di sviluppo socioeconomico a medio-lungo termine. Difatti, vediamo come la Fondazione abbia preso in carico qualcosa come quasi 400 domande, dove la maggior parte (80% del totale) vengono catalogate come "piccole realtà".

Conseguentemente, ci auspichiamo che questo fenomeno di finanziamenti "a pioggia" finisca, sostituito da "patti per lo sviluppo provinciale" che permetta la sinergia degli eventi e delle attività mirate a uno sviluppo concreto a vantaggio del turismo, del commercio, della cultura: anche le realtà più piccole. Ci vorrebbe gioco di squadra, qualcosa che in altre parti del paese esiste e porta benefici importantissimi, mentre da noi ogni parrocchietta bada a se stessa e ai suoi interessi. 

Martin Novak - Gorizia3.0

Foto da GeosNews